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Cos'è lo stato del Qì 气 centrale e armonico?

Lun23Mar2020

Cos'è lo stato del Qì 气 centrale e armonico?

Sintesi a cura di M. Minelli, revisione e caratteri cinesi e pīn-yīn a cura di A. Carloni

 

Calligrafia in foto: "la bontà suprema è come l'acqua"

 

 

Il centrale si riferisce alla condizione ideale del corpo e della mente quando si è in quiete. In questo stato yìyuántǐ 元体  è senza attività - senza gioia, tristezza, rabbia o piacere - e il corporeo può muoversi secondo il suo ordine naturale. Il armonico si riferisce alla condizione ideale del corpo e della mente quando si è in attività. In questo stato yìyuántǐ 元体  riflette le condizioni oggettive della realtà rispondendo agli stimoli in maniera appropriata, perché nessun processo cognitivo soggettivo si inserisce fra lo stimolo e la risposta. 

Per trovare e mantenere questo stato innanzitutto occorre praticare secondo i requisiti degli esercizi, per ripulire i meridiani e rafforzare le fondamenta. Bisogna poi riconoscere, attraverso un lavoro di auto osservazione, le proprie cattive abitudini e piano piano sdradicarle. Le cattive abitudini sono quelle che ci mantengono prigionieri dei nostri automatismi reattivi, che costantemente alimentano lo squilibrio emozionale disarmonizzando il .

 

Questo si collega strettamente alla coltivazione del dàodé 道德,aspetto fondamentale della pratica del qìgōng 气功. Dàodé道德 significa, letteralmente, forma (dào 道) e funzione (dé 德) e pertanto esprime il manifestarsi degli esseri in virtù della propria natura. L’essere umano, come tutto ciò che esiste come un intero, ovvero come un’unione inscindibile di forma e funzione, è una forma specifica (dào道) che esprime funzioni specifiche strettamente correlate a questa forma (dé 德), le quali vanno sotto il nome di “attività vitali”. Le attività vitali dell’uomo comprendono uno spettro molto ampio di funzioni, che vanno dal metabolismo di base alle facoltà superiori, fino alle capacità straordinarie. E dal momento che l’uomo è un essere sociale, tali funzioni si esprimono e si manifestano anche a questo livello, attraverso ciò che chiamiamo comportamento. Quando quest’ultimo è in armonia con il contesto, il dàodé道德 dell’individuo si esprime come comportamento virtuoso o, più semplicemente, come virtù, che è uno dei modi in cui tradizionalmente viene tradotta la parola “dé 德”: si pensi al classico daoista noto come “Dàodéjīng 道德经”, solitamente tradotto come “Libro della via (dào 道) e della virtù (dé 德)”. Da quanto detto deriva che il nostro comportamento, non diversamente dalla gestione di tutte le altre attività vitali - dal modo in cui camminiamo o stiamo eretti al modo in cui respiriamo - influisce direttamente sul nostro stato di salute fisica, emotiva e psicologica. Ne consegue che praticare formalmente e, allo stesso tempo, non coltivare il dàodé道德, equivale a muoversi contraddittoriamente in due direzioni opposte, il che preclude l’accesso ad alti livelli di pratica. Coltivare il dàodé道德 - e quindi comportarsi virtuosamente - significa abbandonare l’egoismo e la limitatezza dei bisogni materiali più immediati per mettersi al servizio della propria evoluzione e di quella altrui.

Come integrare la Posizione statica in piedi per l’unione dei tre centri con Seduti con le gambe distese per rilassare la vita.

Dom15Mar2020

Come integrare la Posizione statica in piedi per l’unione dei tre centri con Seduti con le gambe distese per rilassare la vita.

Articolo di A. Carloni, traccia audio sotto

Questi due metodi fondamentali nel sistema del Zhìnéng qìgōng sono stati descritti negli articoli pubblicati nelle settimane precedenti, che sono consultabili scorrendo il ben nutrito elenco a questo link:

http://www.zhinengqigong.it/index.php?option=com_content&view=category&id=9&Itemid=116

La pratica di questi metodi, se costante e onesta, rende possibile accumulare una grande quantità di qì nel dāntián 丹田 inferiore, nello spazio di mìngmén 命门 e nei reni, col risultato di aumentare la vitalità della persona, la sua resistenza e capacità

di gestione dello stress. Tutto questo porta a vivere più a lungo e ad avere quindi più tempo a disposizione per coltivare la coscienza, il dàodé 道德 e per arrivare a conoscere la verità di chi siamo. Secondo il Dott. Pàng Míng 庞明, senza una base di qì abbastanza solida è impossibile arrivare a lavorare sulla mente e la nostra esistenza passa senza che ne comprendiamo e ne compiamo il senso ultimo.

Questi due metodi possono essere praticati separatamente uno dopo l’altro o in diverse sessioni di pratica, ma anche contemporaneamente integrando il requisito di mobilizzazione del muscolo ileopsoas con arrotondamento ed espansione della zona lombare abbinato alla respirazione inversa direttamente nella posizione statica in piedi.

Prendendo la posizione statica in piedi secondo i requisiti illustrati negli articoli citati sopra, una volta trovata la postura del corpo e dopo aver rilassato il respiro portiamo l’attenzione a rilasciare i glutei, far cadere osso sacro e coccige appesi solo contenendo leggermente il perineo. Da qui iniziamo la respirazione inversa unita al movimento:

-       inspirando solleva leggermente le anche contraendo l’inguine, questo porta la zona lombare ad arrotondarsi e distendersi verso dietro e verso il basso

-       mantieni breve apnea anche solo 3-4 secondi mantenendo la posizione

-       espira rilassando anche e psoas, il coccige torna naturalmente a cadere appeso.

E’ possibile continuare così per tutta la durata della sessione o solo per una parte e poi rimanere in posizione respirando normalmente nel dāntián 丹田 inferiore e osservare i benefici che stiamo ricevendo.

Tutto ciò avviene con il corpo diritto e allineato, senza inclinare la parte superiore del busto avanti o indietro, con le ginocchia morbide che permettono al peso di scaricarsi per tutto il tempo direttamente nei piedi.

E’ consigliabile far controllare la posizione e il modo di eseguirla con questa variante da un insegnante o un compagno di pratica che la conosca e la realizzi correttamente in modo da essere sicuri di esercitarsi nel giusto modo, se la posizione non è corretta rischiamo di sprecare tempo ed energie. Una volta confermata la correttezza della posizione possiamo praticare progressivamente più a lungo e senza esitazioni.

Si tratta di una soluzione interessante se abbiamo bisogno di ottimizzare il tempo a nostra disposizione per la pratica formale o anche solo per sperimentare nuove possibilità di connessione della coscienza al corpo. Tramite l’unione del respiro al movimento infatti, possiamo convogliare una sempre maggior quantità di qì nelle fondamenta del dāntián 丹田inferiore, nello spazio di mìngmén 命门 e nei reni e fare esperienza diretta di cosa significa avere energia sufficiente per coltivare lo stato del centrale e armonico, di cui parleremo nel prossimo articolo.

 

站庄 - ZHÀNZHUĀNG (POSIZIONE IN PIEDI) - terza parte

Ven06Mar2020

站庄 - ZHÀNZHUĀNG (POSIZIONE IN PIEDI) - terza parte

站庄 - ZHÀNZHUĀNG (POSIZIONE IN PIEDI) Testa Ramon - Copyright © 2013 - Revisione caratteri cinesi e pīn'yīn A. Carloni

Esperienza della mente

E' indubbio che il zhànzhuāng 站庄, per le caratteristiche che lo contraddistinguono abbia delle affinità particolari con la meditazione. Anche se l'attenzione principale è rivolta a raccogliere il qì 气del dāntián 丹田inferiore da subito si capisce che l'esercizio richiede al praticante un confronto con la natura della propria mente. 

La pratica del zhànzhuāng 站庄 è come ritornare a casa per dare piena attenzione al nostro sé e prendercene cura. Rimaniamo in posizione eretta con grande dignità e ritorniamo al nostro respiro. Portiamo piena attenzione a ciò che è in noi e a ciò che ci circonda. Lasciamo che si crei spazio nella nostra mente e che il nostro cuore diventi leggero e tranquillo. 

La pratica del zhànzhuāng 站庄 è di enorme beneficio. Ci accorgiamo che possiamo tranquillamente stare con ciò che è in noi dolore, rabbia, irritazione, o gioia, amore e pace. Stiamo con quello che c'è senza esserne trasportati via. Lo lasciamo venire, lo lasciamo rimanere e, poi, lo lasciamo andare. Non c'è alcun bisogno di scacciare, di reprimere o di fare finta che i nostri pensieri non ci siano. Osserviamo i pensieri e le immagini della nostra mente con occhio amorevole e con accettazione. Abbiamo la libertà di starcene fermi e calmi nonostante le tempeste che possono sorgere in noi. 

Se durante la sessione di pratica una qualsiasi parte del corpo inizia a dolere, si può liberamente modificare dolcemente la posizione. Oppure si può continuare a seguire il respiro e, lentamente e con attenzione, cambiare posizione. 

Quando pratichiamo il zhànzhuāng 站庄 lo facciamo con semplicità, senza scopi e aspettative, senza nulla volere e pensare, persino senza l’idea di praticare, senza nulla volere e pensare. Il segreto e la difficoltà risiedono proprio in questa parola: semplicemente. Quando facciamo zhànzhuāng 站庄, infatti, abbandoniamo sapere e conoscenza ed entriamo nudi nella pratica del non-sapere. Entrare nella non-conoscenza ci permette di non avere scollamento tra noi e noi, di aderire a tutte le cose e non a una in particolare. La percezione cosciente non si rivolge più in modo unilaterale ed esclusivo verso il mondo oggettivo, esterno, ma converge verso il soggetto, ovvero noi stessi, la nostra interiorità. Si dischiude una realtà quasi sconosciuta, dimenticata. Subentra il silenzio, la non-mente ed emerge una condizione di calma, pace, non-pensiero, profondo rilassamento, assoluto silenzio. 

站庄 - ZHÀNZHUĀNG (POSIZIONE IN PIEDI) - seconda parte

Gio20Feb2020

站庄 - ZHÀNZHUĀNG (POSIZIONE IN PIEDI) - seconda parte

站庄 - ZHÀNZHUĀNG (POSIZIONE IN PIEDI) Testa Ramon - Copyright © 2013 - Revisione caratteri cinesi e pīn'yīn A. Carloni

                                                            

Alcune considerazioni aggiuntive riguardo l'esercizio 

Pàng Míng 庞明 ha ideato questa postura a V rovesciata in cui i piedi puntano all'interno e i meridiani zú sān yīn 足三阴 nella parte interna della gambe si possono rilassare facilmente. In questo modo qì 气 e sangue possono risalire e nutrire i cinque organi. Quando si inizia a praticare qìgōng 智能气功, la vita rappresenta ancora un passaggio cruciale. Non è ancora completamente rilassata e non si puòad esempio accovacciarsi fino ad avere un angolo retto fra gamba e coscia. Solo se si persiste nell'allenamento si potrà scoprire che con le gambe e le ginocchia verso l'interno, si ha la sensazione che i femori ruotino verso l'esterno. Con i piedi a V rovesciata e le ginocchia rilassate verso l'interno, inevitabilmente la testa dei femori ruoterà all'esterno. Questo a sua volta determinerà uno stiramento verso l'esterno di tutta l'articolazione dell'anca. Fino ad arrivare al passo successivo, in cui le due ali dell'osso sacro riceveranno uno stiramento. 

L'articolazione del sacro è la giunzione fra l'osso sacro e i due lati del bacino. Questa è una parte del corpo che può compiere dei piccoli movimenti quando si è nella fase dell'infanzia, ma in seguito allo sviluppo, con la fine della sua crescita, perde ogni possibilità di movimento diventando una falsa articolazione. Giunti all'età adulta, solo le partorienti nel momento vicino all'espulsione sono in grado di rilassare questa parte ancora una volta. Questo è dovuto al campo di qì 气 del feto e alla trazione esercitata dal feto. In senso stretto è ciò che Pàng Míng 庞明 definisce con “rilassamento delle due ali, dell'articolazione del sacro”. Pàng Míng 庞明 dice anche che una volta che questa articolazione si è aperta, il flusso di qì 气 in alto e in basso diventa veramente “intero”, il coccige è in grado di comportarsi come il contrappeso di un orologio, come i movimenti totalmente rilassati del pendolo dell'orologio. 

Quindi, qual è il modo con cui questa articolazione si può aprire? Il modo migliore è la posizione eretta per la fusione dei tre centri. Con la punta dei piedi e le ginocchia leggermente verso l'interno, la testa dei femori ruota verso l'esterno provocando un'altrettanta trazione dei lati del sacro verso l'esterno. Da questa posizione aggiungiamo un pensiero di rilassamento della vita per distendere il sacro con il qì 气 del dāntián 丹田. Con questo pensiero rimaniamo in piedi e il qì 气 approderà a questa articolazione in modo estremamente abbondante fino al giorno in cui questa parte si aprirà. 

站庄 - ZHÀNZHUĀNG (POSIZIONE IN PIEDI) - prima parte

Gio06Feb2020

站庄 - ZHÀNZHUĀNG (POSIZIONE IN PIEDI) - prima parte

站庄 - ZHÀNZHUĀNG (POSIZIONE IN PIEDI) Testa Ramon - Copyright © 2013 - Revisione caratteri cinesi e pīn'yīn A. Carloni

Introduzione 

Nel testo “Zhìnéng qìgōng kēxué jīngyì 智能气功科学精义” (L’essenza della scienza del Znqg) Pàng Míng 庞明 enumera una serie lunghissima di tecniche di zhànzhuāng站庄 differenziate principalmente per la posizione dei piedi o delle braccia. Individuato lo scopo e le funzionalità, Pàng Míng 庞明 inserisce Sānxīn bǐng zhànzhuāng 三心并站庄 (posizione statica in piedi per l'unione dei tre centri) nel percorso del Zhìnéng Qìgōng 智能气功

Questo esercizio di quiete “jìnggōng 静功” forma con la “sequenza” il nocciolo degli insegnamenti del primo livello. Oltre a rilassare la regione lombare, ha il compito di far penetrare in profondità il qì accumulato con gli altri esercizi del primo livello.L’esercizio ha come difficoltà principale il mantenimento della concentrazione e della consapevolezza all’interno di una postura precisa e dettagliata in cui ogni singola articolazione va posizionata e rilassata correttamente. 

La durata varia notevolmente, ma è consigliato praticare per un minimo di trenta minuti. 

Descrizione dell'esercizio 

Inizio 

Piedi uniti, corpo diritto. Rilassa le mani ai lati del corpo. Guarda diritto in avanti in fondo all'orizzonte. Raccogli lo sguardo e chiudi gli occhi lentamente. Rilassa tutto il corpo dalla testa ai piedi. La punta della lingua tocca naturalmente il palato superiore. Separa i piedi (questo passaggio si chiama “camminare sul qì ”) senza staccare/alzare punta o talloni. I piedi formano una V rovesciata (i talloni sono più larghi della punta dei piedi). 

Separa le mani e riuniscile davanti al petto. Le mani scendono fino all'ombelico e gradualmente i palmi si separano mantenendo la punta delle dita vicine (le dita si sfiorano). I palmi formano una “semi-sfera” attorno all'ombelico (o anche più ampia).

Questo è il nome corretto dell'esercizio in piedi secondo il Zhìnéng Qìgōng 智能气功. Letteralmente vuol dire “Posizione eretta per la fusione dei tre centri”.

Baǐhuì 百会 sollevato verso l'alto. Huìyīn 会阴 sollevato. Mento ritratto. Con le sopracciglia rilassate appare un sorriso sul volto (rilassamento del punto yìntáng 印堂).Rilassa il collo, le spalle e lascia un certo spazio sotto le ascelle. I gomiti puntano verso l'esterno. I polsi appoggiano sull'addome.Rilassa petto e schiena. Rilassa vita e bacino. Le ginocchia scendono di qualche centimetro (E' impossibile dare delle indicazioni generali sull'altezza della posizione. Una regola per poterla adattare al proprio caso è di scendere fino a provare una sensazione di “giusto sforzo”). Il bacino è in una posizione di retroversione in avanti. La pianta dei piedi riceve il peso del corpo uniformemente. 

Esercizio (parte statica) 

Giunti a questa posizione viene richiesto al praticante di raccogliere il pensiero da ogni parte del corpo verso il dāntián 丹田: la sommità del capo verso il basso; il centro della pianta dei piedi verso l’alto e il centro dei palmi delle mani verso l’interno. Questi “tre centri” convergono nel dāntián 丹田. La definizione “fusione dei tre centri” ha questa origine. 

In questo esercizio si presta molta attenzione al dāntián 丹田inferiore (l’area dell’ombelico).I principianti possono far convergere le visualizzazioni una ad una dalla sommità della testa, dal centro della pianta dei piedi e dal centro dei palmi delle mani nel dāntián 丹田. Dopo aver fuso il pensiero nel dāntián 丹田, ci si potrà abbandonare rimanendo nella posizione statica in modo rilassato e tranquillo. Nel momento in cui il pensiero si allontanerà, questo sarà riportato nuovamente nel dāntián 丹田.Per le varianti dell'esercizio (posizione di braccia e palmi) e per il contenuto dettagliato dell'attività della mente fare riferimento al file video e al file audio. 

Sollevare il corpo lentamente a partire da baǐhuì 百会 . Camminare di nuovo sul qì e riunire i piedi. I palmi si sovrappongono sull'ombelico.I palmi ruotano in senso anti-orario per nove volte, quindi ripetono le rotazioni in senso orario per altre nove volte. Durante la rotazione dei palmi la mente rimane nel dāntián 丹田 (addome). 

I palmi restano sull'ombelico a nutrire il qì del dāntián 丹田.Le mani tornano lungo i fianchi. Apri gli occhi lentamente. 

 

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