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20-24 marzo 2019
Ritiro di Guarigione con
Tao Qingyu e Ramon Testa
a Cesenatico

 

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Ritiro di guarigione a Sanya di Paola Dall'Ora

Ven18Gen2019

Ritiro di guarigione a Sanya di Paola Dall'Ora

 

 

Healing and Healers Retreat : 26 giorni a Sanya, Cina novembre/dicembre 2018

 

Ringrazio i cari amici e parenti che mi hanno sostenuto con affetto in questa avventura,

ringrazio i miei due medici e colleghi che si sono posti al mio fianco rispettando e sostenendo le mie scelte,

ringrazio i miei insegnanti italiani di ZhinengQigong, in particolare Ramon Testa ed il gruppo di pratica di Milano, da cui e con cui imparo e cresco nel tempo, e l’amica Patrizia Macchi per le continue scoperte comuni,

ringrazio i magnifici sette insegnanti che hanno condotto il ritiro di Hainan,

ringrazio i 150 partecipanti, la cui forza ed energia sono ancora con me,

ringrazio i miei genitori, Franca, e ogni esperienza e incontro che mette e rimette al mondo nuove possibilità.

 

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Questo viaggio è iniziato molti mesi prima, all’indomani di un intervento chirurgico e della mia ferma intenzione di guarire lontano dalle piste ben note della medicina corrente , alimentato dalla curiosità, come “medico della mente”, di approfondire un sistema di guarigione radicalmente differente.

E’ iniziato in un’agenzia di viaggi di Milano, accettando di slancio il piano di volo proposto, nonostante i numerosi scali e scomodi orari, è proseguito con i contatti via mail con uno dei docenti del ritiro, si è nutrito dei ritiri in Italia che hanno riempito l’ attesa prima e dopo le vacanze estive; mi è sembrato “ pericolosamente “ lontano quando la mia fiducia di guarire era ancora un po’ vacillante, e mi è poi venuto incontro, ad autunno, quando molto di me nelle attività quotidiane confluiva lì : ce l’avevo fatta, ero giunta indenne e tutto sommato in forma in prossimità della partenza!

All’arrivo, all’uscita dell’aereoporto di Sanya non avevo avuto dubbi che il viso sorridente dell’ancora sconosciuto Teacher Wu era lì per prelevare chi come me arrivava quel giorno, così come le prime chiacchiere, sul bus diretto all’interno dell’isola , con una coppia australiana di Perth non si sono rivelate una scelta del caso, ma l’inizio di una vera bella amicizia.

Il primo impatto con il resort che ci avrebbe ospitato per un mese è stato ricco di sensazioni contrastanti : la bellezza del luogo, e la difficoltà di comunicazione data la rarità di persone che parlassero inglese, la presenza diffusa di ben 150 persone provenienti da più di 20 paesi del pianeta i cui volti e nomi avrei impiegato giorni a cercare di afferrare, il vago smarrimento in quel giorno di vigilia, ancora privo dello scheletro della giornata che ci avrebbe sostenuto a partire dal giorno successivo, unito alla stanchezza per il lungo viaggio che fece concludere presto quella prima sera in Cina.

Il primo giorno del ritiro è stato come un battesimo di questo viaggio e merita di essere descritto nei suoi contorni avendo rappresentato una importante introduzione agli ingredienti fondamentali dell’esperienza :

alle 7 del mattino, su di un terrazzo esposto ai suoni del fiume e ai fruscii delle piante tropicali, la pratica di apertura (del corpo e di tutto l’essere) all’Universo, e la scoperta del primo suono guaritore : “ HUA SAN “, emesso come un guizzo, un sibilo deciso a dissolvere ogni blocco di qi sottostante malattie grandi e piccine ,

e poi la meditazione di un’ora con l’invito a 150 persone a fermare il pensiero , a diventare puri sensi immersi nel campo di qi della foresta tropicale,

l’arrivo di un altro teacher che aiuta a ridestarci con una pratica di auto-stimolazione di punti energetici, ritrovando il corpo e l’esterno dopo un viaggio così profondo all’interno,

e l’allegra confusione della prima colazione in cui iniziare a conoscere e riconoscere volti e storie differenti, un mescolarsi di razze e culture che si rinnovava a pranzo;

la pausa nel primo pomeriggio, in cui ritrovarsi nella quiete della stanza, e poi giù di nuovo a comprendere l’importanza di una tecnica fondamentale che avrebbe costituito il filo rosso del ritiro, La Qi, questo aprirsi a spazi sempre più vasti e raccogliere energia all’interno, come uno sperimentare il respiro di fondo dell’Universo;

e l’allegra presentazione dei magnifici sette docenti di cui nel tempo si sono sedimentate in me impressioni prevalenti :

Teacher Lu, con la sua affettuosa e profonda intelligenza, Teacher Wei, assorto e puntuale nel suo filosofare, Teacher Xi, con una voce che ti attraversa l’anima, Teacher Tong con una infinita pazienza nel condurci in LaQi senza fine, Teacher Zhao sempre sorridente e abilissimo con le palle del Taiji, Teacher Wu misterioso dato il suo poco inglese, ma grande nel linguaggio del corpo e in disponibilità umana, e Teacher Tao, con la sua allegria e capacità di gioco…;

last but not least, l’invito che ci fecero alla fine di una giornata di 6 ore di pratica, a praticare ancora un’oretta nelle proprie stanze….ma sempre proponendo e invitando con un sorriso sulle labbra a praticare, e praticare e poi ancora praticare! Dopo cena? ” Siete liberi e..non liberi..”

Vorrei qui aggiungere alla fine di quella prima giornata un vero battesimo di rinascita l’immergermi di notte, come in un sogno, nella “ Infinity Pool “, una delle piscine termali dell’Hotel dove ho potuto tornare a nuotare a 10 mesi dal mio intervento alla spalla, in una ritrovata fiducia nelle capacità di ripresa del corpo.

Il mio braccio fluiva nell’acqua in una ritrovata felicità ed integrità, dopo la violazione del chirurgo.

 

Enjoy your life ! Godi della vita !________________________________

Fin dai primi giorni ci hanno ricordato come nel processo di guarigione sia fondamentale godere delle piccole e grandi cose della vita : è un radicale cambio di prospettiva, rispetto alla cupa atmosfera degli ospedali e ambulatori medici.

Godersi la vita, aprirsi in una improvvisa risata rende la mente sempre più fluida.

L’allegria è una potente forza di guarigione.

La felicità porta a cambiamenti interni importanti e noti anche alla luce della nostra medicina occidentale : migliora le difese immunitarie, induce la liberazione di sostanze con un’attività anti-tumorale, stimola l’increzione di endorfine, sostanze che hanno un effetto analgesico e responsabili di un senso generale di benessere, e su un piano energetico la felicità favorisce un flusso abbondante di energia che aiuta a sciogliere i blocchi di qi che sottostanno le malattie.

Vorrei qui aggiungere che la felicità dà un senso all’impegno nel processo di guarigione : non si guarisce solo per sé ma anche per gli altri e per un atto di amore nei confronti della vita stessa che abbiamo ricevuto in dono e che celebriamo salutando con allegria ogni sforzo, anche intenso, che incontriamo sul cammino della guarigione.

Come quando ci imbattiamo nelle cosiddette “reazioni di Qi“che sono state molte, intense e frequenti in questo ritiro, in ragione della potenza di un campo di Qi legato ad un gruppo così numeroso di praticanti. Molti sono stati gli episodi di febbre alta, di tosse incoercibile , di dolori o rigonfiamenti improvvisi, di alterazione dell’alvo ( dalla diarrea ad una stipsi ostinata )…

Personalmente ho avuto un episodio acuto di diarrea con vomito ( non ascrivibile al cibo ), un rigonfiamento di un dito di una mano durato poche ore ( non ascrivibile a puntura di insetto ), un episodio brevissimo di emicrania ( nuova a questa esperienza non avendo mai mal di testa ) e una sensazione a tratti di leggerezza e di gioia diffusa : sì, esistono anche reazioni di Qi piacevoli, ma che rappresentano anch’esse una tappa importante del sistema energetico interno impegnato a ritrovare un equilibrio ad un livello più elevato.

Era dunque esperienza quotidiana incontrare qualcuno di noi un po’ malconcio che veniva salutato con allegria e complimentato per “ la bella reazione di Qi “ che stava vivendo !

Capite bene l’effetto tragicomico che questo aveva : sto malissimo e tutti si complimentano allegramente con me ?!

Anche questo è un interessante cambio di prospettiva in cui il disagio viene visto come positivo e foriero di un futuro buon raccolto., ed il portatore del disagio riceve complimenti ed incoraggiamenti che mirano a tenere duro e continuare a praticare dando un senso positivo alla temporanea perdita di equilibrio.

Posso davvero testimoniare che i momenti di allegria non sono mancati in questo ritiro, e devo dire che è stato magnifico vedere la trasformazione dei nostri seri e competenti insegnanti, in momenti di festa e di tempo libero, abbandonarsi ad una giocosità, ad un canto, ad una danza libera che contagiava anche i più riottosi.

Un invito che ho trovato molto interessante è stato quello di cogliere l’opportunità del ritiro per coltivare uno stato di Qi in tutta la giornata : quando cammini per andare al luogo di pratica, e ascolti internamente il tuo scivolare lungo il sentiero nell’aria fresca del mattino, quando mangi, e ascolti dentro i sapori del cibo, quando parli , e ti fai più consapevole del fluire delle parole e dell’energia che veicolano, così come delle parole in arrivo, e quando ti ascolti dentro nell’ affrontare un imprevisto, e naturalmente quando pratichi : allora puoi davvero fare il wall squatt in uno stato di grazia in cui è difficile danneggiare il corpo nonostante centinaia e centinaia di ripetizioni…

Il processo di guarigione implica l’abbandono di vecchie abitudini e la creazione di nuove come lasciare la mente libera mangiando, passeggiando, ascoltando la natura senza fare altro che quello che in quel momento si sta facendo.

Un invito che sembra molto semplice, ma appare ben più ostico se ci si impegna, come mi è capitato di fare, in una disanima onesta delle attività di una giornata e del modo in cui le si attraversa.

 

____________ Trasformarsi, profondamente…________________________________________

Teacher Lu ha più volte ricordato come un aspetto centrale di ogni processo di guarigione sia un profondo cambiamento della mente :

“ Ogni cellula, ogni organo, ogni funzione ascolta gli aspetti inconsci “.

Per guarire occorre ripetere molte volte il processo di invio di una buona informazione, ma occorre anche fissare ad un livello inconscio tale informazione, importando profondamente una immagine di salute, di buon funzionamento nell’organo o tessuto colpito. Pensarlo sano, andare anche nel mondo della natura a vedere con i propri sensi l’immagine di un midollo sano, ad esempio in un caso di leucemia riportato, e tenere nella mente quella informazione durante le pratiche di guarigione..

Ho trovato molto interessante questo lavoro di “trasformazione dell’inconscio” che viene considerato molto importante per la guarigione, e che viene sostenuto, anche, da un’esperienza concreta da parte del paziente : nel caso riportato dal Teacher Lu l’esperienza di procurarsi un osso, tagliarlo, e contemplare attentamente l’immagine del midollo sano, il suo colore, forma, consistenza e odore.

L’attenzione ai livelli inconsci è legata, anche, all’importanza di farsi consapevoli della persistenza a livelli profondi di elementi di paura (della ripresa della malattia ad esempio) che possono ostacolare la guarigione stessa.

“Il sistema endocrino ed immunologico ascoltano attentamente gli stati di paura della persona.”

“ Se la mente non cambia la malattia torna.”

Personalmente, ritengo che il sistema medico corrente tenda ad alimentare tale paura della malattia, inducendo un’atmosfera di all’erta a cui sono ispirati i vari “ controlli “ e “ check up “ e ho trovato radicalmente opposto l’approccio qui più volte ricordato e sistematicamente praticato di NON FOCALIZZARSI SULLA MALATTIA , di non pensarsi portatore di un problema “ speciale “, togliendo molto potere alla malattia stessa e ai suoi nomi, spesso molto minacciosi, ovvero portatori di una informazione di paura, appunto.

Un altro invito che ho molto apprezzato è stato quello di coltivare un atteggiamento fermo ma benevolo nei confronti di se stessi : se ricasco in un atteggiamento che vorrei cambiare non ha senso alcuno arrabbiarsi ( se non quello di nutrire “l’Ego” offeso di fronte a quello che vive come un fallimento ) : è meglio sorridere davanti ai propri punti deboli e portare avanti con tenacia il proprio impegno verso un cambiamento.

Per guarire occorre imparare a volersi bene veramente, senza indulgenza ma nutrendo e coltivando fiducia nel proprio sincero impegno.

In ogni pratica di guarigione, è fondamentale entrare in uno stato mentale “ speciale “, si tratta di una vera trasformazione dello stato della Coscienza, in cui la mente si svuota, cessa il pensiero logico, e si scivola sempre più in uno stato non fisico, uno stato di Qi di massima connessione con la HunyuanQi dell’Universo, uno stato in cui la mente può connettersi con una parte malata ( del proprio corpo o di un’altra persona ) e giungere ad “ entrare “ nei diversi strati del corpo, muovendo il Qi all’interno, rimuovendone i blocchi, trasformando il Qi dall’interno.

Abbiamo avuto modo, ogni giorno, di sperimentare delle sessioni di guarigione collettiva, condotte a turno dai vari Teachers, in cui si utilizza il campo di Qi come strumento di guarigione : personalmente non ho mai sperimentato delle sensazioni di Qi così potenti, come il fluire dell’energia in diverse parti del corpo, il senso di calore intenso in porte e punti critici, visualizzazioni interne della energia che si metteva in moto e apriva ad una visione diretta di una dimensione della realtà al di là dei nostri sensi comuni che lascia veramente stupiti e motivati nel proseguire nella pratica .

Porto con me soprattutto l’effetto generale della conduzione del campo di Qi da parte dell’insegnante : il corpo che fluttua in una bolla di Qi la cui densità diventa palpabile, le braccia che fluttuano come quando ci si trova a galleggiare nel mare, la percezione del corpo e delle distanza tra parti del corpo che cambia, una zona operata, che tende ad avere delle sensazioni diverse rispetto all’altro lato, che torna ad essere percepita in modo del tutto normale, la percezione di un mare interno di fluidi che scorrono sotto la pelle o più in profondità…esperienze che mi hanno fatto comprendere ogni giorno di più cosa è “ lo stato di Qi ” e come questo cambia il livello della pratica, di ogni pratica.

L’emissione di suoni curativi in gruppo è potenziata enormemente dal sentire la propria voce mescolarsi a quella degli altri : come Chong (pron Tooon = espansione ) Zhu ( pron dgiuuu = abbandono ) .

Espandersi ed abbandonarsi : due ingredienti fondamentali nell’aprirsi e consegnarsi alle forze curative dell’universo.

 

La scelta ______________________________________________

Al terzo giorno del ritiro, Teacher Wei ci ha invitati a fare una meditazione in cui guardare dentro di sé in modo chiaro e sincero per giungere alla scelta se far parte del gruppo degli “ healers “ ( = degli apprendisti guaritori ) o degli “ healing “ ( = dei pazienti ).

Personalmente, mi sono trovata a contemplare la parola “ guarire “ che nella lingua italiana ha un doppio possibile significato, quello di guarire qualcun altro ( verbo transitivo ) e quello di guarire se stessi ( verbo intransitivo ) e mi sono ritrovata pienamente a cavallo di questi due significati, senza necessità di dividerli, ma posta di fronte alla scelta nella partecipazione ad uno dei due gruppi, mi sono trovata a scegliere il gruppo dei guaritori, forse in ragione del mio essere un medico che molto ha imparato anche dalla propria esperienza di paziente.

Imparare a guarire me stessa trasforma il mio modo di guarire gli altri. Imparare a guarire gli altri è intimamente legato alle mie capacità di auto-guarigione.

Nell’osservare l’alzata di mani, alla fine della meditazione a cui eravamo stati invitati, ho molto apprezzato questo esempio di come affrontare una scelta in modo che sia onesta e sincera : siediti, datti del tempo, guardati dentro e vedi quello che alla fine prende forma.

Nel prosieguo del ritiro, questa divisione nei due gruppi non ha pesato in modo particolare, molte essendo state comunque le pratiche rivolte al gruppo nel suo insieme, oltre al fatto che nel gruppo dei guaritori apprendisti di cui ho fatto parte c’è stata una ulteriore divisione tra chi aveva già partecipato l’anno precedente e chi come me era alla prima esperienza.

Ringrazio in cuor mio i miei compagni di viaggio, con cui mi sono confrontata, divisi in piccoli gruppi, nel crescere dell’esperienza, ed è stato importante ospitare nuovi amici nella mia camera la sera per sperimentare vicendevolmente le pratiche di guarigione che venivano via via insegnate.

Un clima di apprendimento in piccoli gruppi che viene favorito e che personalmente trovo un’altra potente forza di guarigione : imparare insieme agli altri fa uscire dal rischio dell’isolamento che ogni malattia comporta, oltre che favorisce un reciproco aiuto che aumenta la fiducia e la stima di sé e degli altri.

Di nuovo, il pensiero va all’atmosfera di un ospedale, in cui il malato è oggetto di una vera mortificazione ed espropriazione di ogni sapere e gestione attiva del proprio stato di salute, e dove ogni acquisizione di conoscenza sulla malattia è vissuta con molta angoscia e non certo come un processo di apprendimento che accresce conoscenza e possibilità di trasformazione attiva del proprio stato di salute.

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Zhineng Qigong in Cina (III parte)

Gio15Nov2018

Zhineng Qigong in Cina (III parte)

tetti e tempio dOro

“Happy time” al Zhi Neng Qi Gong Teacher Training Retreat, Qingcheng Mountains, Cina 2018

di Claudia Romano

La scoperta della risata come mezzo per rilassarsi e aprire il cuore e la mente.

In un corso finalizzato alla crescita spirituale mi aspettavo tanta serietà. Mi aspettavo lunghe ore di concentrazione, forse con la fronte corrugata in uno sforzo di comprensione. Questa serietà sarebbe stata l’espressione esterna del mio modo di imparare, del mio modo di stare al mondo. Quale sorpresa quando, in uno dei primissimi giorni, il maestro Xi ci ha accolti con una musica moderna ad alto volume e ci ha detto di ballare. Ci siamo così divertiti! Lo sbalordimento generale è stato seguito da un’adesione immediata all’ordine ricevuto: ci siamo messi a ballare come bambini ad una festa, senza badare a tecniche e neppure al tanto temuto giudizio degli altri. Il maestro dava l’esempio, saltellando e agitandosi con gioiosa semplicità.

Ballare in gruppo non sempre è semplice, subentra spesso un’irrazionale vergogna, il confronto con chi si muove a ritmo e fluidamente… ma qui la complicità fra i membri del gruppo era tangibile e ognuno si è lasciato andare a ciò che sentiva, permettendo al corpo di farsi trasportare dai suoni e, connettendosi alla gioia di tutti gli altri, lasciando affiorare un sorriso spontaneo, che spesso traboccava in risate sonore, riscoprendo un divertimento antico e sopito nella serietà dell’età adulta, carica di tutte le sue responsabilità e preoccupazioni.

“Happy time” è stato battezzato dal maestro Xi e così lo abbiamo sempre chiamato. Il momento più atteso della giornata, la pratica più agognata! Non mi è stato subito chiaro lo scopo di queste apparenti distrazioni. Poi i maestri ce lo hanno spiegato esplicitamente: quando si è immersi in pratiche che portano a interiorizzare, è molto utile prevedere momenti di risate e leggerezza collettiva. In questi momenti si ride e ci si rilassa, col rilassamento la mente allenta il controllo, il cuore si apre alla connessione con gli altri e gli insegnamenti ricevuti sedimentano.

Col maestro Lu abbiamo danzato dopo aver creato il campo di qi, come fosse la pratica della lezione. E’ stato incredibile aprire lo spazio interiore affinché la musica lo guidasse a muoversi. I movimenti erano sinuosi e rotondi, avvenivano nel suono e appena mi fermavo a pensare, uscivo da questa magia; un piacere integrale permeava mente e corpo.

I maestri ci lasciavano a bocca aperta per il loro modo sinuoso di ballare: qigong con musica, piume svolazzanti a ritmo, break-dance senza “break” ma dove ogni movimento scivolava nel successivo in un flusso ininterrotto ed estremamente bello.

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Zhineng Qigong in Cina (I parte)

Gio09Ago2018

Zhineng Qigong in Cina (I parte)

 

Zhineng Qigong in Cina (I parte)

di Claudia Romano

 

Zhi Neng Qi Gong Teacher Training Retreat, Qingcheng Mountains, Cina 2018

 

Il mio viaggio in Cina è cominciato 6 mesi prima di partire quando, soltanto un’ora dopo aver comprato il biglietto, un improvviso e imprevedibile evento drammatico mi ha costretta, la mattina dopo, a cancellare velocemente la prenotazione. Questa sincronicità mi ha subito rivelato che andare in Cina a studiare non sarebbe stato un ritiro come altri ma un giro di boa, le fondamenta per una nuova me.

 

Del resto era il mio intento: partire per consolidare, approfondire, interiorizzare le conoscenze del primo livello dello Zhineng Qigong in modo da propormi come istruttrice al mio rientro.

 

Grazie al sostegno dei miei familiari, senza l’amore dei quali nulla sarebbe possibile, ho ricomprato il biglietto aereo dopo due settimane. Gli ostacoli si sono presentati in modo costante fino alla partenza… infine ero lì, al gate per Hong Kong. Già solo la lettura di una destinazione per me così esotica mi dava i brividi di emozione. E poi l’arrivo a Chengdu e finalmente a Qingcheng Mountains, accolta dal cuore aperto del maestro Lu e dal sorriso amico del maestro Xi. Ero proprio dove desideravo essere, ce l’avevo fatta!

 

Gradualmente siamo scivolati in un tempo senza tempo, senza pressioni, senza tensioni, fatto unicamente di pratica, di nutrimento di anima e corpo, di apertura graduale di ogni cellula mentale e fisica in un ambiente amico e accogliente.

 

Le condizioni esterne non erano le più favorevoli: freddo e grande umidità in ambienti privi di riscaldamento. Venendo dal comfort delle case italiane, dall’eccesso di riscaldamento delle nostre dimore milanesi, i primi due giorni sono stati difficili finché ho deciso consapevolmente di accogliere questa asperità come opportunità di rendere il mio corpo più forte, capace di reagire ad un freddo costante. In effetti dopo pochi giorni le resistenze interiori all’ambiente esterno si sono affievolite e la sensazione di contrasto verso il freddo si è tramutata in uno stare con naturalezza e sintonia. Mi accorgevo di quanto i comforts dei quali sono circondata per vivere meglio avessero assopito la mia capacità interiore di termo-regolazione, durante tutta la vita avevo delegato ad essi il potere di farmi stare bene, invece di attivare il potere dormiente che in ciascuno di noi è capace di sintonizzarci con ogni situazione. E’ stato anche sorprendente verificare come sia possibile aprire velocemente la mente e recuperare. L’apertura, per la quale non trovo un sinonimo adeguato, ampliare la volontà di accogliere, è la chiave.

 

L’amorevolezza dei maestri accendeva, ogni mattina al risveglio, il desiderio di uscire dal calore delle coperte avvolgenti per andare nella fredda sala di pratica. La loro voce spegneva in me ogni malessere permettendomi di ricevere a cuore aperto tutto.

 

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Zhineng Qigong in Cina (II parte)

Mar09Ott2018

Zhineng Qigong in Cina (II parte)

Senza riscaldamento!

al Zhi Neng Qi Gong Teacher Training Retreat, Qingcheng Mountains, Cina 2018

Scendendo dall’aereo a Chengdu trovammo una temperatura calda e appiccicosa. Questo ci rincuorò perché l’idea che ci era stata prospettata, di un freddo invernale, non era certo accattivante. Speranzose, dunque, entrammo nel taxi che ci avrebbe portato, nel giro di poco più di un’ora, da Chengdu a Qingcheng Mountains.

Solo quando l’automobile cominciò a inerpicarsi su per la strada montana sentimmo che la freschezza dell’aria stava aumentando… Arrivammo in un piccolo centro, costituito da qualche albergo in architettura tradizionale cinese, immersi nel verde dei boschi della riserva naturale di Qincheng, zona sacra ai Cinesi perché patria del taoismo. Su questi monti si snoda un lungo sentiero a gradoni che porta a numerosi templi taoisti, sino ad arrivare al tempio d’oro (Laojun Pavillon), in cima.

A Qingcheng cominciai a sentirmi pervadere da una sensazione completamente nuova: tutto intorno a me era così particolare, combaciava con le immagini di una Cina antica e dimenticata, lontana nel tempo e nello spazio, una Cina che avevo sognato sin da bambina, una Cina archetipica. I tetti a pagoda, sovrastati da statuine di divinità, di saggi e di animali, le tegole formate da mattonelle sovrapposte a scaglie di quella che mi sembrava ardesia, i portoni laccati che racchiudevano il perimetro del nostro albergo e di quelli circostanti, impreziositi da pomelli vistosi e pesanti a forma di testa di leone, di drago o di mostro.

Una nebbiolina leggera avvolgeva la zona rendendo in quel giorno, e nei giorni successivi, tutto così suggestivo e onirico, un’atmosfera che mi portava lontana con l’immaginazione e con le emozioni. La nebbia mi è sempre piaciuta per questa sua capacità evocativa, riesce a trasformare un viaggio in tangenziale intorno a Milano in qualcosa di magico e misterioso, celando alla vista la realtà più ovvia per suscitare ricordi.

Infine, stordite dopo 24 ore di viaggio, abbracciammo i maestri, che ci vennero incontro sorridendo col cuore. C’era freddo! Eravamo così vicine al caldo afoso di Chengdu eppure la temperatura era già così diversa. Entrando in albergo mi attendevo di essere rincuorata dal calduccio di un ambiente riscaldato. Quale sorpresa mi attendeva: tutti indossavano i piumini, anche dentro! Ci volle qualche ora per rendermi conto che nessun ambiente era riscaldato, semplicemente: il riscaldamento non esisteva. Intanto mi infilai velocemente sotto le coperte e sprofondai in un breve sonno in attesa dell’ora di cena. Al risveglio mi accertai che la camera fosse ancora fredda e quindi indossai gli indumenti caldi che per fortuna mi avevano consigliato di portare. Dirigendomi verso quella che prevedevo dovesse essere la sala-ristorante, fui invece fermata da maestri e compagni nel patio interno dell’albergo, all’aperto, sotto il cielo coperto di nuvole. Tutti i pasti sarebbero stati consumati lì, intorno a graziosi tavoli accoglienti. Per fortuna ogni pasto prevedeva zuppe caldissime o brodi bollenti, la necessità di ingerirli appariva ovvia.

Un piacere inatteso mi travolse e conciliò un sonno immediato quando entrai nel letto: il materasso era riscaldato elettricamente! Che tepore sotto le coperte, che meraviglioso ristoro dal freddo circostante!

Al risveglio, il primo giorno, mi preparai per recarmi nella sala di pratica. Avevo in parte dimenticato lo shock termico della sera prima e mi disponevo per praticare in una sala come quelle che conosco in Occidente. Entrai in uno spazio affascinante: sedie in legno dalle forme tondeggianti ed esotiche erano disposte tutte intorno, tavolini dai profili arrotolati in riccioli rivolti all’interno e su cui erano disposti gli utensili per l’arte della calligrafia (pennelli, fogli, calamai…). Che ispirazione! Le finestre erano ampie e costituivano in gran parte i 4 muri ma… erano di vetro molto sottile, quasi prive di materiali isolanti e la porta di accesso alla sala, che si affacciava su una tettoia esterna, non si chiudeva. Dunque era come stare all’aperto… Nessuno si tolse la giacca, neppure i maestri.

Ci sedemmo e ci presentammo, poi ciascuno di noi informò gli altri circa il paese d’origine e il motivo che ci aveva spinti ad iscriverci ad un corso intensivo di Zhi Neng Qi Gong. 36 allievi provenienti da ogni angolo della Terra. Fummo informati degli orari. Questa lunga condivisione si concluse nuovamente nel patio, per pranzare. Era così confermato il luogo dove avremmo sempre consumato i pasti: sotto la cupola del cielo, incuranti del clima caldo o impietoso. Quello che poteva cambiare era semplicemente il nostro vestiario.

Qualche moto di ribellione cominciò a nascere in me: avevo freddo! Non c’era un unico luogo dove sentirsi a proprio agio, tranne sotto le coperte. In effetti dopo ogni lezione, nei momenti di pausa, scappavamo a infilarci a letto, per trovare quel po’ di comfort che l’ambiente rustico cinese ci negava.

Poi, come un fulmine interiore, giunse un momento di lucidità nel quale dissi a me stessa che stavo vivendo un’occasione straordinaria per diventare più forte, guidata da saggi insegnanti, che conoscevano tecniche efficaci. Avrei colto queste asperità per rinforzarmi. Del resto avevo già provato per un anno la tecnica di Wim Hoff della doccia gelata e sapevo che era possibile trarre beneficio anche dal freddo.

Arrivavamo alla sala di pratica coperti da giacche e piumini e da un doppio strato di pantaloni, ascoltavamo la teoria avvolti nelle coperte. Per praticare fu rapido invece constatare che era necessario spogliarsi fino a ridursi in calzoncini e maniche corte: cominciavamo a sudare e a sviluppare un calore interno, pur restando fermi! Potenza del Qigong! Terminato l’esercizio, con gesti rapidi ci rivestivamo, per evitare di raffreddarci.

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I-therapy (terapia tramite l’informazione) per l’autismo: la potenza della concentrazione.

Mar28Feb2017

I-therapy (terapia tramite l’informazione) per l’autismo: la potenza della concentrazione.

 

dal Nan Yang Shang Bao (quotidiano Cinese) 10 gennaio 2017

 

I-therapy (terapia tramite l’informazione) per l’autismo: la potenza della concentrazione.

traduzione di A. Carloni

 

Anche se un bambino è un dono del cielo, solo le famiglie che hanno bambini autistici o ADHD possono capire cosa si prova. Oltre a fornire loro assistenza a tempo pieno, i genitori devono preoccuparsi per il futuro dei bambini. Alcuni genitori non possono accettare il fatto che i loro figli hanno bisogno di cure particolari e cercano di nasconderlo, le tensioni generate rovinano spesso i rapporti. Quindi aiutare questi bambini con necessità speciali è una questione molto importante.
Innegabilmente, le modalità di trattamento attuali stanno già fornendo un aiuto per questi bambini, ma una famiglia media può permettersi serenamente di pagare il costo di questi trattamenti.
Esiste da poco un nuovo metodo, denominato i-Therapy o Terapia tramite l’ informazione, che viene applicato sui bambini autistici e ADHD. I risultati sono evidenti in breve tempo e questa è un’ottima notizia.
La persona che ha creato questo approccio è il co-fondatore del Serenity Therapy & Health Centre, il sig. Ooi Kean Hin. E’ venuto con il suo collega, la signora Sew Pei See, all'ufficio del Nan Yang Shang Bao a Selangor per un’intervista, con l'intenzione di diffondere questa buona notizia.
Cosa è la terapia tramite l’informazione?
Una terapia che utilizza le informazioni? Quali informazioni?
Se diciamo che qualcosa che esce dal cervello è "informazione", molti troveranno difficile crederci perché lo considerano qualcosa di troppo immateriale, com’è possibile applicarla per la guarigione? Non è qualcosa di troppo astratto?
Ooi Kean Hin ha sottolineato che non si tratta di mistificazione, ma di scienza!
Infatti la terapia tramite l’informazione esisteva fin dai tempi antichi. In passato, se qualcuno non stava bene o aveva bisogno, il prete o chiunque ne avesse la capacità, veniva invitato a pregare il cielo o gli spiriti per chiedere aiuto. Attualmente, molte religioni hanno ancora pratiche simili. Per esempio i cristiani ricorrono alla preghiera per aiutare gli altri a liberarsi dalle malattie. Adesso, questo forse può confondere ancora di più: se parliamo di Dio o spiriti come può essere una scienza?

 

L’informazione può essere convertita in energia

Ooi Kean Hin afferma: “L’informazione può essere convertita in energia” e ricorda come l’Yijing parli del wuji che genera il taiji, del taiji che dà origine alle due polarità, che a loro volta producono i quattro fenomeni, da cui nascono gli otto trigrammi. E i Daoisti dicevano: il dao genera l’uno, dall’uno nasce il due, dal due ha origine il tre, il tre produce tutto ciò che esiste. Entrambi sottolineano che il tutto viene dal nulla.
"La teoria secondo cui l’informazione può essere convertita in energia è già stata convalidata da alcuni scienziati. Nel 1865 il fisico scozzese James Maxwell ha formulato l’ipotesi che l'informazione possa essere convertita in energia. Nel 2010, un’equipe di ricerca della Chuo University of Japan ha condotto un esperimento per spostare una piccola pallina di polistirene su una scala fatta di campo elettromagnetico. Si è constatato che l'energia necessaria alla pallina per salire contro la forza di gravità può venire solo dalle informazioni fornite: in tal modo, l’informazione è stata convertita in energia per muovere la pallina. "
La terapia tramite l'informazione è il lavoro eseguito da un terapeuta di qigong che emette informazioni specifiche per un soggetto, tale informazione causa cambiamenti che rendono possibile la guarigione. Sembra facile, ma non lo è perché, come spiegato da Ooi: "In realtà questa è l'estensione della terapia tramite il qi esterno. Utilizziamo le capacità di percezione extra sensoriale come strumento diagnostico, così possiamo scoprire la radice del problema ed emettere le informazioni specifiche con effetto curativo. Questa terapia può essere condotta solo da terapisti appositamente addestrati per emettere le informazioni finalizzate alla guarigione mentre si trovano in uno stato di qigong altamente concentrato. Le informazioni vengono registrate e riprodotte 24 ore al giorno per regolare le condizioni del cliente e portare alla guarigione. "

 

Com’è iniziata

Ooi Kean Hin pratica il Znqg dal 1997. Ha iniziato a operare guarigioni tramite l’informazione dal 2003. A quei tempi non esisteva la banda larga e i clienti dovevano recarsi nel suo studio ogni giorno per i trattamenti; era troppo impegnativo sia per il terapista che per i pazienti, per cui ha smesso di lavorare in quel modo.

La terapia tramite l’informazione che propone adesso si basa sulla Teoria dei tre livelli della materia, formulata dal fondatore del ZNQG prof Pang Ming. Secondo questa teoria, tutto ciò che c’è nell’universo esiste a tre livelli: materia fisica, energia e informazione. “I tre livelli sono intercambiabili. L’aspetto più importante di questa teoria è che descrive la coscienza umana come una forma di informazione. Questo è il motivo per cui l’intenzione umana può modificare il mondo fisico.” Per dimostrare la validità di questa teoria, Ooi ha iniziato occuparsi di ricerca e a condurre esperimenti che includono la creazione di onde elettromagnetiche con l’intenzione, trattamenti di qi esterno per le piante, informazione registrata per velocizzare la crescita delle cipolle… e i risultati sono stati incoraggianti.

 

Efficacia verificata dell’esperimento

Nel 2010, insieme al prof. Tan Soo Choon dell’USM ha pubblicato l’articolo ”Equivalenza di informazione ed energia” sul Journal of Nonlocality (di proprietà del Laboratorio di ricerca internazionale sulla coscienza). Nel 2012 è stato invitato alla Sigmund Freud University di Vienna per una conferenza sull’argomento (la conferenza è disponibile su youtube anche con sottotitoli in italiano).

Nel 2015, ha voluto tentare l’esperimento di trasmissione Globale per l’autismo del prof. W. Tiller dell’università di Stanford, per poi svilupparlo ulteriormente.

Il prof. Tiller registrava l’informazione “capacità di socializzazione normale ecc..” emessa da 4 meditanti e utilizzando un oscillatore l’informazione era trasmessa 24 ore al giorno ai nomi e agli indirizzi dei soggetti sparsi in tutto il mondo. L’esperimento ha prodotto risultati positivi verificati.

Nel febbriao 2016, Ooi Kean Hin ha iniziato con questo nuovo metodo. Al momento il suo team ha gestito con successo oltre 50 bambini speciali in varie parti del mondo, come Australia, Singapore, Europa, Messico, USA ecc.

 

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