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Zhineng Qigong in Cina (III parte)

Gio15Nov2018

Zhineng Qigong in Cina (III parte)

tetti e tempio dOro

“Happy time” al Zhi Neng Qi Gong Teacher Training Retreat, Qingcheng Mountains, Cina 2018

di Claudia Romano

La scoperta della risata come mezzo per rilassarsi e aprire il cuore e la mente.

In un corso finalizzato alla crescita spirituale mi aspettavo tanta serietà. Mi aspettavo lunghe ore di concentrazione, forse con la fronte corrugata in uno sforzo di comprensione. Questa serietà sarebbe stata l’espressione esterna del mio modo di imparare, del mio modo di stare al mondo. Quale sorpresa quando, in uno dei primissimi giorni, il maestro Xi ci ha accolti con una musica moderna ad alto volume e ci ha detto di ballare. Ci siamo così divertiti! Lo sbalordimento generale è stato seguito da un’adesione immediata all’ordine ricevuto: ci siamo messi a ballare come bambini ad una festa, senza badare a tecniche e neppure al tanto temuto giudizio degli altri. Il maestro dava l’esempio, saltellando e agitandosi con gioiosa semplicità.

Ballare in gruppo non sempre è semplice, subentra spesso un’irrazionale vergogna, il confronto con chi si muove a ritmo e fluidamente… ma qui la complicità fra i membri del gruppo era tangibile e ognuno si è lasciato andare a ciò che sentiva, permettendo al corpo di farsi trasportare dai suoni e, connettendosi alla gioia di tutti gli altri, lasciando affiorare un sorriso spontaneo, che spesso traboccava in risate sonore, riscoprendo un divertimento antico e sopito nella serietà dell’età adulta, carica di tutte le sue responsabilità e preoccupazioni.

“Happy time” è stato battezzato dal maestro Xi e così lo abbiamo sempre chiamato. Il momento più atteso della giornata, la pratica più agognata! Non mi è stato subito chiaro lo scopo di queste apparenti distrazioni. Poi i maestri ce lo hanno spiegato esplicitamente: quando si è immersi in pratiche che portano a interiorizzare, è molto utile prevedere momenti di risate e leggerezza collettiva. In questi momenti si ride e ci si rilassa, col rilassamento la mente allenta il controllo, il cuore si apre alla connessione con gli altri e gli insegnamenti ricevuti sedimentano.

Col maestro Lu abbiamo danzato dopo aver creato il campo di qi, come fosse la pratica della lezione. E’ stato incredibile aprire lo spazio interiore affinché la musica lo guidasse a muoversi. I movimenti erano sinuosi e rotondi, avvenivano nel suono e appena mi fermavo a pensare, uscivo da questa magia; un piacere integrale permeava mente e corpo.

I maestri ci lasciavano a bocca aperta per il loro modo sinuoso di ballare: qigong con musica, piume svolazzanti a ritmo, break-dance senza “break” ma dove ogni movimento scivolava nel successivo in un flusso ininterrotto ed estremamente bello.

La maestra Ling ha introdotto i giochi di gruppo per cominciare la lezione: ad ogni lezione un allievo poteva suggerire un gioco semplice, infantile, per aprire i cuori, ridere, rilassarsi tutti insieme e così iniziare a creare il campo di qi, pieno di gioia e privo di giudizio. Un gioco che non facesse scattare la competizione dovuta a sfide di intelligenza o destrezza fisica.

Che meraviglia ritrovare dentro di sé la creatività dei bambini che confabulano tra loro alla ricerca dell’idea giusta, che insegnano i movimenti di una danza ai compagni. Ritrovare la “paura” all’idea che il vicino possa toccare il mio dito prima che io possa ritrarlo e “scappare”… e così le risate nascevano da un mare di gioia sepolto in profondità. La risata ritrova subito la strada per affiorare e quando il canale viene liberato dai detriti che lo hanno ostruito, è così facile divertirsi! Si può ridere per cose da poco e tornare a sentire dentro il benessere della leggerezza.

I giochi non erano mai complessi o competitivi, per cui nessuno si sentiva a disagio o emarginato. Lo scopo non era certo trovare un vincitore.

Spesso mi sono fermata a riflettere sul valore di questi momenti. Come sarebbe stato il corso se non avessimo avuto lo “happy time”? Beh, certamente non mi sarei divertita, avrei forse imparato le tecniche e la teoria ma il mio cuore non si sarebbe ammorbidito. Non avrei sentito la prossimità, la familiarità con persone con cui non avevo mai parlato, solo per il fatto di aver condiviso delle risate, degli sguardi innocenti e pieni di gioia. La comprensione della teoria è spesso avvenuta a seguito di questo rilassamento allegro, sentivo le parole scivolare dentro come per effetto di qualche misteriosa apertura che permetteva loro di penetrare, dopo essere rimaste sulla soglia in attesa di essere comprese.

Ho pensato di introdurre questi momenti anche nel mio lavoro di insegnante: voglio che i ragazzi a scuola imparino nella gioia, che siano felici e sorridenti. Ho sempre desiderato questo, ma ora ho delle tecniche che posso applicare con facilità.

 

 

 

 

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