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Le tracce del Qìgōng nella letteratura: Lǎozi 老子 (1)

Mer26Giu2019

Le tracce del Qìgōng nella letteratura: Lǎozi 老子 (1)

Da Qìgōng sùyuán wénxiàn zhāilù 气功溯源文献摘录(Le tracce del Qigong nella letteratura) del 1988, del Dott. Pàng Míng庞明.

Traduzione di A. Carloni

Ripetiamo l’introduzione del Dott. Pàng Míng庞明 all’inizio di ogni nuovo articolo, a seguire i brani numerati.

 

Introduzione.

Il Qìgōng 气功del nostro Paese ha una lunga storia, il cui punto d’inizio preciso resta ancora da scoprire. Dalle fonti letterarie possiamo evincere che il Qìgōng 气功era già praticato all’epoca degli Stati Combattenti1 e probabilmente anche prima. Questa disciplina permeava fin dall’inizio l’ambito medico, igienico, marziale ecc. e costituisce una vera e propria perla della cultura antica della nostra madrepatria. Nei vasti e voluminosi scritti delle antiche scuole filosofiche si ritrovano brillanti esposizioni riguardo al Qìgōng 气功(anche se anticamente non aveva questo nome). Il linguaggio, tuttavia, non può esprimere pienamente tutti gli aspetti di questa pratica: perciò le metafore, spesso oscure e difficili da comprendere, sono numerosissime. Per uno studio approfondito del Qìgōng 气功, senza la presunzione di poter esaurire l’argomento, ho raccolto i passi dei testi antichi che fanno riferimento agli aspetti teorici, pratici e metodologici del Qìgōng 气功, alle capacità specifiche raggiunte attraverso l’esercizio e ai suoi legami con la medicina. Data la vastità dell’argomento si tratta di un lavoro senz’altro limitato, in cui è difficile evitare gli errori: spero che possa essere considerato uno spunto per ulteriori studi.

1 475-221 a.e.v.

Lǎozi Dàodéjīng 老子道德经 (prima parte)

(edizione Italiana di riferimento: Adelphi)

Capitolo uno.

La Via veramente Via non è una via costante.I Termini veramente Termini non sono termini costanti.Il termine Non-essere indica l’inizio del cielo e della terra; il termine Essere indica la Madre delle diecimila cose.Così, è grazie al costante alternarsi del Non-essere e dell’Essere che si vedranno dell’uno il prodigio, dell’altro i confini.Ciò che essi hanno in comune, io lo chiamo il Mistero, il Mistero Supremo, la porta di tutti i prodigi.

Dal capitolo tre.

Ecco per quale ragione il Santo, nella sua opera di governo, svuota il cuore (degli uomini) e riempie il loro ventre, indebolisce la loro volontà e rafforza le loro ossa.

Capitolo sei.

“Lo spirito della valle non muore”, questo si riferisce alla femmina oscura.“ La porta della femmina oscura”, questo si riferisce alla radice del cielo e della terra Sviluppandosi in fibre innumerevoli, essa dura per sempre; la sua azione non si esaurisce mai.

Capitolo dieci.

Aggrappandoti all’unità con la tua anima spirituale e la tua anima corporale, puoi impedire che esse si separino?Concentrando la tua respirazione sino a fiaccarti, puoi diventare come un lattante?

Ripulendo il tuo specchio oscuro, puoi renderlo senza macchia?Amando il popolo e governando lo Stato, puoi restare senza azione?Aprendo e chiudendo le porte naturali, puoi essere una gallina?Comprendendo tutto ciò che ti circonda, puoi fare a meno delle conoscenze?Produrre e nutrire, produrre ma non appropriarsi, agire ma non trarne alcuna sicurezza, far crescere ma non dirigere, questa è la virtù segreta.

Capitolo quattordici.

Ciò che si guarda senza vederlo si chiama incolore.Ciò che si ascolta senza udirlo si chiama afono.Ciò che si tocca senza afferrarlo si chiama sottile.Non si può scrutare oltre queste tre qualità, perché, confuse insieme, esse formano un’unità.

Il suo sorgere non è risplendente, né il suo tramontare oscuro. Operando in ramificazioni infinite, che non possono essere espresse da termini, essa torna all’immateriale. E’ ciò che si chiama Forma dell’Informe, Immagine dell’Immateriale; ma tali appellativi sono soltanto vaghe approssimazioni.

Valle incontro, e non ne vedrai il capo. Seguila, e non ne vedrai il fondo.Se ci si attiene alla via dell’antichità per guidare l’esistenza di oggi, si può conoscere l’origine primordiale; questo si chiama svolgere il filo della Via.

Capitolo quindici.

Coloro che nell’antichità erano abili nella Via, avevano (una natura) sottile e meravigliosa, e una penetrazione misteriosa, così profonde che è impossibile conoscerle. Poiché infatti non possiamo conoscerli, possiamo soltanto sforzarci di descrivere le loro forme.

Quanto erano esitanti, come qualcuno che d’inverno attraversi un fiume a guado! Quanto erano circospetti, come qualcuno che tema i suoi vicini tutt’intorno! Quanto erano riservati, come un invitato (in presenza dell’ospite)!

Quanto erano molli, come il ghiaccio che sta per sgelare! Quanto erano solidi, come il legno grezzo!Quanto erano ampi, come una valle!Quanto erano turbolenti, come l’acqua torbida!

Che cosa può far cessare la turbolenza? Con la tranquillità (l’acqua torbida) diventa a poco a poco chiara.Che cosa può assicurare la quiete? Con il movimento a poco a poco si produce (la quiete).

Coloro che mantenevano questa Via non desideravano essere riempiti.Infatti, poiché non erano riempiti, potevano consumarsi senza essere rinnovati.

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