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20-24 marzo 2019
Ritiro di Guarigione con
Tao Qingyu e Ramon Testa
a Cesenatico

 

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站庄 - ZHÀNZHUĀNG (POSIZIONE IN PIEDI) - terza parte

Ven06Mar2020

站庄 - ZHÀNZHUĀNG (POSIZIONE IN PIEDI) - terza parte

站庄 - ZHÀNZHUĀNG (POSIZIONE IN PIEDI) Testa Ramon - Copyright © 2013 - Revisione caratteri cinesi e pīn'yīn A. Carloni

Esperienza della mente

E' indubbio che il zhànzhuāng 站庄, per le caratteristiche che lo contraddistinguono abbia delle affinità particolari con la meditazione. Anche se l'attenzione principale è rivolta a raccogliere il qì 气del dāntián 丹田inferiore da subito si capisce che l'esercizio richiede al praticante un confronto con la natura della propria mente. 

La pratica del zhànzhuāng 站庄 è come ritornare a casa per dare piena attenzione al nostro sé e prendercene cura. Rimaniamo in posizione eretta con grande dignità e ritorniamo al nostro respiro. Portiamo piena attenzione a ciò che è in noi e a ciò che ci circonda. Lasciamo che si crei spazio nella nostra mente e che il nostro cuore diventi leggero e tranquillo. 

La pratica del zhànzhuāng 站庄 è di enorme beneficio. Ci accorgiamo che possiamo tranquillamente stare con ciò che è in noi dolore, rabbia, irritazione, o gioia, amore e pace. Stiamo con quello che c'è senza esserne trasportati via. Lo lasciamo venire, lo lasciamo rimanere e, poi, lo lasciamo andare. Non c'è alcun bisogno di scacciare, di reprimere o di fare finta che i nostri pensieri non ci siano. Osserviamo i pensieri e le immagini della nostra mente con occhio amorevole e con accettazione. Abbiamo la libertà di starcene fermi e calmi nonostante le tempeste che possono sorgere in noi. 

Se durante la sessione di pratica una qualsiasi parte del corpo inizia a dolere, si può liberamente modificare dolcemente la posizione. Oppure si può continuare a seguire il respiro e, lentamente e con attenzione, cambiare posizione. 

Quando pratichiamo il zhànzhuāng 站庄 lo facciamo con semplicità, senza scopi e aspettative, senza nulla volere e pensare, persino senza l’idea di praticare, senza nulla volere e pensare. Il segreto e la difficoltà risiedono proprio in questa parola: semplicemente. Quando facciamo zhànzhuāng 站庄, infatti, abbandoniamo sapere e conoscenza ed entriamo nudi nella pratica del non-sapere. Entrare nella non-conoscenza ci permette di non avere scollamento tra noi e noi, di aderire a tutte le cose e non a una in particolare. La percezione cosciente non si rivolge più in modo unilaterale ed esclusivo verso il mondo oggettivo, esterno, ma converge verso il soggetto, ovvero noi stessi, la nostra interiorità. Si dischiude una realtà quasi sconosciuta, dimenticata. Subentra il silenzio, la non-mente ed emerge una condizione di calma, pace, non-pensiero, profondo rilassamento, assoluto silenzio. 

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