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L'orario dell'allenamento, alcune riflessioni - di Laoping

Lun10Mag2010

L'orario dell'allenamento, alcune riflessioni - di Laoping

Quando studiavo nel Centro, la nostra classe era sommariamente divisa in due correnti circa l'approccio alla pratica del qigong. Una parte di noi era per l'allenamento duro e si chiamava la “corrente fisica”. Queste persone ritenevano che fosse necessario iniziare l'approccio dal corpo e che allontanandosi dall'allenamento duro non si potessero raccogliere risultati. L'altra parte era la cosiddetta corrente tecnica, chiamata “corrente mentale”. Queste persone ritenevano invece che fosse necessario partire dalla mente.


Se la mente non  oltrepassa l'ostacolo è come per un cieco camminare su una strada di notte. Io appartenevo alla corrente mentale, non mi allenavo duramente e mi piaceva ricercare il nocciolo della questione. Ora invece mi alleno piuttosto duramente, come in una classe di recupero, perché ho capito che anche se ho trovato il cosiddetto nocciolo, allo stesso modo ho bisogno della pratica dura; e con un lavoro assiduo, la pratica giunge al nocciolo del problema.
Ricordo che quell'anno la nostra classe si allenava duramente. In un fine settimana, alcune persone suggerirono di allenarsi di notte e di rinunciare a dormire. Il maestro Pang, dopo aver saputo di questa iniziativa, contento disse: “Bene!, Voi allenatevi la notte che io vi faccio faqi”. Quella volta, nella classe, non ci furono persone che veramente si allenarono tutta la notte. Tutti si allenarono per un certo periodo di tempo e poi batterono la ritirata. Ognuno aveva le proprie ragioni come: “il giorno dopo devo andare a Qinghuangdao per sbrigare delle faccende, se rimango in piedi tutta notte mi rovino la salute, domani devo mettermi al pari con la lezione di qigong, etc”.
Io facevo parte della corrente mentale e mi piaceva allenarmi comodamente. Dopo aver fatto 500 accovacciate me ne andavo a dormire. Ci fu tuttavia una studentessa che tenne duro. Allenò le accovacciate al muro tutta la notte. Questa persona era di poche parole e semplicemente commentava che a fare le accovacciate al muro di notte non aveva bisogno di usare forza.

Per quanto riguarda invece il problema di allenarsi senza mangiare e dormire, lo stesso anno il maestro Pang in diverse circostanze disse alcune cose a riguardo. L'idea generale era questa: “Consiglio a tutti di non voler subito digiunare, ma di voler mangiare e bere in modo corretto. Se la mente non ce la fa bisogna mangiare e bere in modo corretto. Solo quando questo scompare dal pensiero allora si può digiunare”. E inoltre: “Se ora voi rinunciate completamente al sonno, non va bene, si altera l'equilibrio. Tuttavia se togliete qualche ora al sonno si può fare. Pensate di poter costruire qualcosa se dormite comodamente come le persone ordinarie? Non è possibile.”

http://www.znqg.com/bbs/viewthread.php?tid=24277&extra=page%3D1


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