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Discussione sulla questione dei metodi e dei principi nel qigong 3

Lun04Ott2010

Discussione sulla questione dei metodi e dei principi nel qigong 3

Nel momento in cui il jing viene trasformato nel qi si fa un passo avanti nell’allenamento di “lo shen entra nel qi, il qi avvolge lo shen” che è il cosiddetto processo di creazione del cinabro. E cos’è il cinabro? Non è altro che la mutazione nella relazione fra il qi e lo shen. Con la concentrazione del qi, fra shen e qi si crea un legame ancor più stretto. Successivamente il cinabro si sviluppa ulteriormente e diventa l’embrione. La raffinazione dell’embrione viene chiamata “creazione del bambino”. In fin dei conti è la qualità del qi che raggiunge livelli di trasformazione più elevati e le funzioni del corpo si rafforzano di conseguenza. A questo punto la pratica cessa di essere chiusa, si deve aprire tianmen. L’apertura di tianmen è solo l’apertura di un punto chiave sulla sommità della testa. In realtà lo shen è il risultato della funzione della corteccia cerebrale. Perciò può uscire direttamente da tianmen, ma può anche uscire da occhi, orecchi, naso e dalle altre cavità. In passato si parlava di questo come dell’apertura di xiaoqiao. Perciò, normalmente l’attività psichica di ognuno di noi avviene attraverso il contatto degli organi di senso con il mondo esterno. Non appena c’è il contatto, si incontra il mondo materiale. Gli antichi al fine di evitare che l’attività della psiche delle persone si unisse agli oggetti concreti del mondo esterno, non permetteva a questa di uscire da occhi, orecchi, naso, lingua, etc., ma solamente da tianmen. Per questo motivo si apriva tianmen. In realtà non è altro che l’effetto che mente e coscienza creano portando il qi. Quando l’allenamento raggiunge un certo livello, la capacità di unione fra coscienza e qi si rafforza. Alcune di queste persone sembra possano vedere “il bambino” venire fuori, ma in realtà è il pensiero che esce e porta con sé un po’ più di qi. Molti dei nostri istruttori sono in grado di diagnosticare una malattia a distanza e di guarire a distanza. In realtà anche questo non è altro che inviare il pensiero all’esterno. Il pensiero porta il qi, le informazioni escono e la malattia guarisce. Questa metodica e l’apertura di tianmen della Scuola Dandao non solo sono due cose di differente grado, ma questo qi è hunyuanqi e non il proprio qi corporeo. Nel qigong tradizionale quando l’allenamento raggiunge un certo livello e, la coscienza con il qi è in grado di uscire ed entrare a piacimento, questo viene descritto come trappola imprevedibile: se una volta uscita incontrava un fantasma o uno spirito non era più in grado di tornare indietro, le persone morivano e si veniva ingannati da questa superstizione. In realtà era la paura che portando sempre la coscienza fuori per indagare questo e quello negli altri come risultato si ottenesse che il qi si esaurisse. Con il qi scarso lo shen non era equilibrato e si finiva con l’avere dei disturbi mentali. Anche gli antichi sentirono o capirono questo problema e perciò idearono alcune formule come: "non permettere che questo accada", "evita di consumare il qi e disperdere lo shen", "l’abilità non può più crescere di così", "fa che il tuo livello rientri nel detto “sono in grado, ma non lo dimostro”". Nel momento in cui le abilità continuavano a crescere anche se la coscienza si allontanava notevolmente era poi in grado di far ritorno. Si era in grado di osservare in modo completo una determinata cosa (in realtà questo era dovuto al rafforzamento della funzione di percezione della coscienza) e poi si era anche capaci di riportare indietro il qi nel proprio corpo. Dall’interno del corpo il qi riempiva l’esterno. Il corpo completamente pieno veniva chiamato “mente e corpo completamente sublimi” e in seguito si diceva “disperdere nel vuoto”. Quest’ultima definizione non era la disintegrazione del grande vuoto di cielo e terra, ma indicava l’apertura del confine fra l’area che circondava l’uomo e il mondo naturale esterno, si diventava tutt’uno con la natura. In fine si raggiungeva “Uomo e terra amalgamati”, o “Corpo e Dao sono eguali”. Il metodo degli antichi era di esercitarsi dall’interno all’esterno: dapprima praticare affinché jing, qi fossero abbondanti all’interno del corpo, quindi uscire dal corpo e alla fine unire interno ed esterno.

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