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Coltivare la coscienza - Prima Parte

Mar02Dic2014

Coltivare la coscienza - Prima Parte

Coltivare la coscienza - Prima Parte (traduzione dal cinese di Amanda Carloni)


La parola coltivare non è sconosciuta alle persone, è spesso utilizzata nella vita quotidiana a indicare principalmente l’impegno profuso da qualcuno attraverso lo studio e l’applicazione per raggiungere un certo livello in vari ambiti. Nel 气功 qìgōng l’impiego di questo termine è più ampio e comprende ogni aspetto della pratica: vediamone il significato nel dettaglio.

I. Il significato di coltivare
i. Il senso del coltivare nel 气功 qìgōng tradizionale
Nel qigong tradizionale, il termine coltivare è utilizzato come verbo ed è costituito dall’’unione dei due verbi 修 xiū e 养 yǎng. Gli antichi praticanti di 气功 qìgōng consideravano entrambi i verbi come inerenti all’abilità sviluppata tramite la pratica: 修 xiū indica il processo di pratica, auto-coltivazione e allenamento; 养 yǎng invece significa nutrire, accrescere, conservare. Il senso attribuito ai due termini utilizzati insieme è generalmente quello di auto coltivazione condotta attraverso un allenamento che nutre il praticante. 修 xiū è riferito spesso al 德 dé, mentre 养 yǎng alla mente. Un antico modo di dire recita: “ Il 德 dé deve essere coltivato (修 xiū), il 气 qì nutrito
(养 yǎng)”. Nel 气功 qìgōng tradizionale la coltivazione è considerata il contenuto fondamentale per giungere alla saggezza. La scuola confuciana ha come obiettivo della coltivazione lo sviluppare “saggezza interiore e regalità esteriore” arrivando all’unione di essere umano e universo. La scuola daoista invece sottolinea l’importanza di coltivare il proprio corpo in armonia col cielo e la terra, per raggiungere lo stato primordiale espresso come: “In alto si muove con ciò che dà forma, in basso è amichevole verso coloro che considerano la vita e la morte senza inizio né fine”. (庄子 Zhuāngzi, 天下 Tiānxià, Sotto il cielo). La scuola buddista fondamentalmente è al di fuori di questo mondo e non sembra prestare attenzione alla coltivazione, tuttavia l’ “ottuplice sentiero”, i “tre addestramenti” e le “sei perfezioni” sono forme di coltivazione interiore.
Nella teoria del qigong tradizionale il termine 修养 xiūyáng non è utilizzato, mentre il verbo 修 xiū e il verbo 养 yǎng sono spesso usati separatamente con il senso di coltivare e nutrire sia la mente che il corpo. In epoca moderna, invece, il termine 修养 xiūyáng compare molto frequentemente ed è impiegato da tutte e tre le scuole (confuciana, buddista e daoista) a significare l’impegno genuino nel miglioramento di sé. Per esempio 萧天石 Xiāo Tiānshí nel suo 道家人生修养之最高境界:三家人生修养摘 Dàojiā rénshēng xiūyǎng zhī zuìgāo jìngjiè: sānjiā rénshēng xiūyǎng zhāi afferma: “Il pensiero confuciano, radicato nel mondo, postula che l’ottenimento più alto per l’umanità siano la saggezza interiore e la regalità esteriore. Il pensiero buddista invece è al di fuori del mondo e considera l’obiettivo ultimo dell’essere umano quello si risvegliarsi e realizzare la natura di Buddha. Il pensiero daoista invece supera il mondo e ritiene che l’essere umano debba sviluppare e proprie capacità straordinarie diventando come il Dao.”
Quanto detto esaurisce in maniera semplice e chiara il tema della concezione della coltivazione nel qigong tradizionale.


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