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Il 道德 dàodé (prima parte)

Lun02Feb2015

Il 道德 dàodé (prima parte)

Il 道德 dàodé (prima parte)
tradotto dal cinese da Amanda Carloni


La teoria del 道德 dàodé contenuta nella teoria olistica  混元 hùnyuán è stata sviluppata sulla base della concezione del 道德 dàodé nella cultura cinese tradizionale e presenta delle differenze sia rispetto a quest’ultima che rispetto alla prospettiva dell’etica moderna. Se definiamo la teoria di 意识 yìshí come l’estensione della teoria dello 混元气 hùnyuán qì, possiamo descrivere la prospettiva sul 道德 dàodé come un’ulteriore estensione, basata a sua volta sulla teoria di 意识 yìshí.

SEZIONE 1 IL 道德 DÀODÉ
I. Origine e significato del termine 道德 dàodé

i. Il significato di 道德 dàodé  in etica

L’etica come ambito di studio indipendente ha origini piuttosto recenti e ha la morale come oggetto di ricerca. Il 道德 dàodé come inteso nell’etica trae origine dal termine latino “mores” che ha come significato originario “costumi, usanze” che si estende a indicare poi le norme che regolano i comportamenti, come per esempio il discernimento tra bene e male. L’etica contemporanea comprende la motivazione morale, la coscienza morale, il comportamento etico e la valutazione morale. Secondo l’etica marxista l’etica è un’ideologia particolare fondata su basi economiche che si rifà al bene e al male come criteri di valutazione e utilizza delle norme comportamentali che sono la somma di opinione pubblica, usanze e coscienza personale.  L’etica è dunque il prodotto di relazioni economiche e sociali definite e cambia con il mutare delle condizioni economiche e sociali. Anche se può regolare il comportamento delle persone, tuttavia non utilizza i mezzi coercitivi della politica e della legge, agendo piuttosto sull’opinione pubblica e sulla coscienza personale. Di conseguenza riguarda solo una parte del comportamento umano e non la sua totalità, ma rispetto alla politica e alla legge ha un’influenza molto più profonda e diffusa sulle persone.


ii. Il significato di 道德 dàodé nella cultura cinese

Nell’antica civiltà cinese, le due parole 道 dào e 德 dé avevano significati diversi. Per esempio nel capitolo 36 del 管子 Guǎnzi, 心术上 Xīnshù shàng (L’intenzione, prima parte), è scritto: “Il 道 dào è vuoto e senza forma; il 德 dé genera le diecimila cose” Esistono anche casi in cui i due caratteri sono uniti a formare un’unica parola, come nel capitolo 49 del 管子 Guǎnzi, 内业Nèiyè (La pratica interiore), dove leggiamo:

“Il 道 dào: avvolgere e contrarre, svolgere ed espandere, essere saldi e costanti [nella pratica]. Rispetta questa pratica e non la trascurare, evita l’eccesso, abbandona ciò che è futile. Quando raggiungerai il limite ultimo tornerai al 道德 dàodé [alla Via e al suo potere interiore].”

Il capitolo 49 dello 韩非子 Hánfēizi, 无毒 Wúdú (I cinque parassiti), riporta:

“Nella remota antichità si competeva nella morale, più recentemente invece con gli stratagemmi”.

Infine nel 庄子 Zhuāngzi troviamo:

“Lungi dal poter meritare 道 dào e virtù, io non oso tuttavia praticare gli atti di bontà e di giustizia che mi distinguono né peccare con gesti fuori misura e mostruosi che mi degradano”.

Il 道德 dàodé in questi casi però non coincide con la virtù come intesa dall’etica: è piuttosto quello che 庄子 Zhuāngzi definisce:

“Il vuoto, la tranquillità, il distacco, la noncuranza, il silenzio, il non agire sono la livella dell’universo, la perfezione del 道德 dàodé (della via e della virtù)”.

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