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Zhineng Qigong - Usare Yishi (la coscienza) II

Lun12Ott2015

Zhineng Qigong - Usare Yishi (la coscienza) II

Capitolo uno

Il primo aspetto di yìshí 意识 : l’influenza di yìshí 意识 sulle attività vitali.

tradotto da A. Carloni, Revisione A. Panatta

 

Innanzitutto, yìshí 意识 può modificare il grado di forza fisica di una persona. Questo significa che, attraverso l’impiego di yìshí 意识 è possibile aumentare o diminuire la propria forza fisica. Alcuni potrebbero pensare che c’è qualcosa che non va in questa affermazione riguardo al fatto che una certa foraa sia stata originariamente presente nel corpo e che in seguito all’attività di yìshí 意识 tale forza risulti diminuita. O al contrario, che all’inizio ci sia poca forza che poi, sempre grazie all’attività di yìshí 意识, aumenta. Com’è possibile? Lo stato mentale può cambiare le forza di una persona? Non sembra logico eppure ci sono così tanti esempi nella vita quotidiana che lo dimostrano.

Una persona ordinaria, quando è molto concentrata, può aumentare la propria forza fisica. Esiste un termine di uso comune in cinese, jíjìn 急劲, forza urgente, che indica situazioni di questo tipo: quando siamo in ansia per qualche motivo, sentiamo una grande forza crescere. Un’azione che normalmente ci sarebbe risultata impossibile diventa fattibile in caso di ansia. Questo accade di norma in situazioni di emergenza. In circostanze ordinarie una persona di solito non è in ansia, per cui non è frequente vedere eventi di questo tipo. Prima della Liberazione invece, queste cose avvenivano più spesso.

Ricordo un episodio verificatosi nella mia regione natale, il distretto di Bǎodìng 保定. Una parte dell’Esercito di Liberazione (a quei tempi ancora conosciuto solo come un’armata di guerriglia), era inseguita dal nemico di notte. C’era un fiume largo circa 6 o 7 metri, che diversi commilitoni riuscirono a saltare uno dopo l’altro. Per questo motivo tra la popolazione della zona si diffuse la credenza che fossero protetti da Buddha. Ma come si spiega questo fatto in realtà? I guerriglieri non erano veramente protetti da Buddha. In circostanze normali nessuno è in grado di saltare 6 o 7 metri: ma loro lo fecero! Come si spiega? La chiave si trova nell’estrema urgenza della situazione contingente: i nemici stavano guadagnando terreno alle spalle e le condizioni erano disperate, estremamente pressanti. Nessuno poteva vedere quanto fosse ampio il fiume, e questo fu un vantaggio: perché? Perché non sapendo quanto fosse largo il fiume, nessuno aveva in mente il concetto che non sarebbe riuscito a saltarlo. In quel momento così incalzante non c’era tempo di fare considerazioni: i nemici erano vicini. Solo un pensiero: “Salta!”, solo concentrazione dell’intenzione e compimento dell’azione. L’intenzione concentrata ha emesso un ordine influenzando direttamente il corpo con il risultato di creare una forza enorme. Alcuni scrittori descriverebbero la situazione così: “Vedendo il nemico alle spalle e l’ampio fiume davanti, i pensieri andarono al futuro della rivoluzione e alla felicità delle masse; questi pensieri portarono uno slancio di determinazione e gli eroi attraversarono il fiume in un balzo.”

Ho intervistato molti veterani e mi hanno detto che semplicemente non c’era stato tempo di pensare. Solo gli scrittori possono immaginarlo. Infatti, se avessero pensato, non sarebbero riusciti a saltare. Non ci fu dunque il pensiero se fosse possibile o meno attraversare il fiume con un salto, ma solo arrivare al fiume e saltare: l’intenzione si è trasformata in azione ed ecco fatto. Questo è un esempio di un’intenzione concentrata che crea una grandissima forza. Provare la stessa cosa in un momento qualsiasi non funzionerebbe. Molti di voi hanno fatto personalmente esperienza di questa forza improvvisa. Non si tratta semplicemente del pensiero che influenza la forza del corpo, cambiandone il grado? Questo è un evento comune.

 

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