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Zhineng Qigong - Usare Yishi (la coscienza) IX

Mar01Dic2015

Zhineng Qigong - Usare Yishi (la coscienza) IX

Capitolo tre

Il terzo aspetto di yìshí 意识 : l’influenza di yìshí 意识 sulla malattia.

tradotto da A. Carloni, Revisione A. Panatta

 

Questo era il secondo effetto di yìshí 意识, adesso veniamo al terzo. Il primo era l’effetto di yìshí 意识 sulle attività vitali del corpo, compresi i cambiamenti nell’intensità della forza e il mutamento degli stimoli oggettivi sul corpo. Il secondo riguardava i cambiamenti generati da yìshí 意识 nell’influenza reciproca tra la materia oggettiva e il corpo. Il terzo è l’influenza di yìshí 意识 sulle malattie. Effettivamente potrebbe essere discusso nell’ambito del primo, gli effetti di yìshí 意识 sulle attività vitali. Visto che questo è un corso breve orientato prevalentemente ai pazienti, dobbiamo estrarre questo aspetto e trattarlo approfonditamente a parte. In questo modo possiamo rafforzare la conoscenza degli effetti di yìshí 意识 sulle malattie nel corpo. Inoltre molti pazienti vogliono sapere, per cui ne parliamo adesso.

Yìshí 意识 influisce sulle malattie

Che effetto ha dunque yìshí 意识 sulle malattie? Alcuni di voi potrebbero pensare: “Una malattia è una malattia, che ha a che fare con yìshí 意识? Io non ho nessuna malattia; pensandoci sorgerà? Sono malato e pensando che sto bene, la malattia sparisce? Ho una malattia lieve, se penso che sia grave si aggraverà? Ho un malattia grave, se penso che sia lieve lo diventerà?” Sì, questa è la verità. Non avete malattie, ma se pensate di averne le sviluppate veramente. In origine non c’era nessun disturbo, ma attraverso l’azione della mente, potete ammalarvi. Una malattia non grave, può aggravarsi attraverso l’attività della mente. Una persona inizialmente sana o con una malattia lieve può morire a causa della mente. Non pensate che la malattia sia solo la malattia. Non è così semplice. Pensiamo così perché siamo abituati alle opinioni dei dottori, che ritengono che una malattia sia solo una malattia, questa è un’ulcera gastrica e questi sono calcoli alla cistifellea. Dicono tutti così. L’effetto di yìshí 意识 di cui sto parlando, nessuno di voi lo ha sentito nominare. Vi sembra una novità. Lo è davvero? Per farvi capire ho bisogno di fare esempi pratici. Molti di noi si lasciano sfuggire le lezioni che si possono imparare dagli avvenimenti della vita quotidiana. Lo studio del qìgōng 气功 comprende prestare attenzione a queste cose. C’è un modo di dire: badare alle piccole cose permette di accumulare conoscenza. Ogni piccola cosa, se osservata e notata, porta conoscenza. Pensate che la conoscenza di alto livello piova dal cielo? No, tutta la conoscenza viene dalle attività vitali quotidiane.

Esempio di una malattia lieve diventata grave.

Prima di tutto un esempio di malattia lieve che si è aggravata, poi uno contrario, una malattia grave diventata lieve. Alcuni anni fa sono andato al Dipartimento delle Costruzioni per curare un dipendente anziano. Dopo il trattamento, gli ho parlato degli effetti della mente e l’anziano era completamente d’accordo. Mi disse: “Ho fatto esperienza in prima persona di una situazione del genere. Nella mia unità lavorativa c’era un uomo che soffriva di stomaco da due anni. L’anno prima era andato all’ospedale per una radiografia e attendeva il referto. Quando la famiglia chiese al radiologo quale fosse il risultato dell’esame. Il dottore non si accorse che il paziente era seduto fuori dalla porta in attesa e poteva sentire chiaramente le sue parole e rispose: “Il paziente è senza speranza, ha il cancro allo stomaco. La chirurgia è inutile, è uno stadio avanzato, ha al massimo tre mesi di vita.”

La radiografia fu consegnata al paziente, che andò dal medico. Il medico esaminò la radiografia e disse: “Niente di grave, è un disturbo allo stomaco, ti prescrivo qualche medicina. Mangia quello che vuoi, fai quello che vuoi, divertiti. E’ tutto, puoi andare.” Sentendo ciò il paziente si arrabbiò e battè il pugno sul tavolo dicendo: “Che dottore sei? Mi prendi in giro. Ho sentito l’altro dottore dire ho il cancro e sto per morire, e tu mi dici che sto bene e mi mandi via con una semplice prescrizione!” Anche il medico perse la calma (in passato, ai miei tempi, se ci fossimo comportati come il medico della storia potevamo essere denunciati e penalizzati. I dottori potevano essere ancora più aggressivi del paziente.) e rispose: “Ah quindi lo sai già, sai che è cancro. Lascia che ti mostri. Questa zona è compromessa, è uno stadio avanzato e la chirurgia è inutile. Il dottore che ha detto tre mesi è stato gentile, secondo me non hai così tanto tempo.” Quindi gli prescrisse antidolorifici e iniezioni e avvertì il paziente di non fare più di un’iniezione al giorno se la malattia si fosse aggravata. Il paziente non sapeva cosa fare e richiese ospedalizzazione e chemioterapia. Il dottore disse che sarebbe stato inutile stare in ospedale visto che la chirurgia era inutile e la chemioterapia l’avrebbe solo ucciso prima. Quindi ripetè il consiglio:” Vai a casa, mangia quello che vuoi, goditi ogni giorno che vivi e sii felice”. Il dottore fu un po’ esagerato a dirlo così schiettamente. Il paziente non era molto malato quando arrivò in ospedale, ma si aggravò molto dopo la visita. Vomitava tutto quello che ingeriva. Il dolore era così forte che non si placava neanche con due iniezioni al giorno. In meno di venti giorni il suo peso calò drasticamente, il suo volto divenne scheletrico. Tornò dal dottore che gli disse che erano i normali sintomi della malattia, cancro terminale, morte imminente, niente da fare. Faceva così tanto rumore con i suoi lamenti di dolore che la famiglia decise che se doveva morire era meglio che morisse in ospedale e riuscirono a farlo ricoverare nell’ospedale oncologico grazie a conoscenze speciali. Il dottore dell’ospedale oncologico esaminò la radiografia più a fondo e a lui non sembrava trattarsi di cancro. Suggerì una gastroscopia e il paziente protestò, dicendo che stava per morire, perché farlo soffrie con altri esami? “Se ti rifiuti sarà impossibile capire cosa hai. Secondo noi non è cancro.” Il paziente rispose: “Cosa vuoi dire? Sto morendo e mi dici che non è cancro?” Il medico disse: “Per favore non alzare la voce; guarda qui, la parte gonfia che pensi sia un cancro, è molto chiara. Le cellule cancerogene di solito non sono così chiare, la superficie è piena di crateri e ondulata, questo non sembra cancro. Anche questa parte sotto è relativamente chiara; la nostra esperienza ci dice che non sembra cancro. Non sappiamo cosa sia, probabilmente un’ulcera gastrica, ma non possiamo scoprirlo se non inseriamo una sonda dalla tua gola fino allo stomaco. Un’occhiata e lo sapremo.” Finalmente il paziente acconsentì. Si trattava di un calcolo allo stomaco e di un’ulcera. Di solito si vedono calcoli alla cistifellea e ai reni, per cui la formazione di calcolo e ulcera insieme sembrava cancro dalla radiografia: la prima diagnosi era errata. L’esame di un campione di tessuto confermò che non si trattava di cancro, ma che una zona stava iniziando a degenerare anche se non era ancora effettivamente cancro. Non c’era bisogno di operare. Il paziente disse: “Se è così allora torno a casa.” In meno di tre mesi era tornato alla normalità e ripreso il peso di prima.

Come vi spiegate i lamenti di dolore, le iniezioni, non riuscire a mangiare? Era dolore vero o fasullo? La malattia vera o falsa? Se non era malato, com’è possibile che un uomo adulto gridasse dal dolore, non riuscisse a mangiare e avesse perso peso fino a diventare scheletrico? Se era una malattia, che malattia era? La sua malattia era un calcolo allo stomaco unito a un’ulcera. Ma non dovrebbe aver dato sintomi del genere. Poteva essere dolorosa, ma non così tanto e non con vomito o un così drastico calo di peso. Che cosa ha causato il vomito e il dolore? La frase: “Stai per morire, tre mesi sono troppi, secondo me hai uno o due mesi”. Questa frase lo ha fatto vomitare appena arrivato a casa. Questo è un caso di effetti mentali che cambiano una malattia lieve in una grave, e poi al contrario ancora effetti mentali che portano la malattia grave e alleviarsi fino a scomparire. E’ cancro o no?

 

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