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Zhineng Qigong - Usare Yishi (la coscienza) XVII

Mar02Feb2016

Zhineng Qigong - Usare Yishi (la coscienza) XVII

 

Capitolo quattro

Come usare yìshí . Usare yìshí in maniera positiva

tradotto da A. Carloni, revisione A. Panatta

 

Malattie minori

E per coloro che hanno malattie minori? Non potete certo dire che state morendo e non potete dire non mi importa di nient'altro. Siete come questa tazza qui, ben lontana dalla morte. Allora non spingete verso la morte. Non peggiorate la vostra malattia. Nella vostra mente dovete mantenere il concetto che 'io non sono malato'. Fate tutto quello che dovete fare. Fate più cose per gli altri. Dopo aver imparato il qìgōng 气功, pensate di più ai vostri familiari e agli amici attorno a voi. Dimenticatevi totalmente della vostra malattia. In questo modo la vostra malattia guarirà. Qualcuno potrà essere in disaccordo e pensare: “perché quelli seriamente malati sono consigliati di disinteressarsi di tutto il resto, essere così egoisti, mentre quelli non seriamente malati sono consigliati di preoccuparsi degli altri?”

Ci avete pensato molto chiaramente? Come persona seriamente ammalata solo quando siete totalmente staccati da qualunque cosa state effettivamente rendendo servizio alla vostra società e vi state preoccupando per gli altri. Il vostro corpo è così debole e voi state morendo, e ancora volete offrire le vostre opinioni? Pensate che saranno buone opinioni? Quello che offrirete non saranno che suggerimenti e pensieri insani e inutili. Tutti attorno a voi vogliono che vuoi guariate, nessuno vuole che siate troppo coinvolti e agendo in questa maniera state facendo ciò che è meglio. Quando avrete riguadagnato la vostra energia e sarete guariti dalla vostra malattia questo esaudirà i desideri di coloro che vi sono attorno. Esaudendo i loro desideri state mostrando che vi interessa e state soddisfacendo i loro bisogni. D'altra parte, se avete una malattia minore e continuate a dire “sto morendo, è meglio che io muoia” quelli che fanno così, lasciate che ve lo dica, specialmente a coloro che stanno per diventare infermieri, questi pazienti non muoiono. I pazienti seriamente malati non pensano in questo modo avrebbero paura a dire la parola 'morte', direbbero “per favore non dirlo, non è di buon auspicio”. Quelli che strillano e dicono “Lasciatemi morire, sto morendo, è meglio che io muoia, poi sarete felici senza di me, lasciate che muoia in fretta”, questi non moriranno; Non hanno alcun problema serio, e ce ne sono parecchi così. Lo fanno perché vogliono attenzione dai membri delle loro famiglie ed è un problema mentale a mantenere la malattia al posto dove si trova. Ecco come i pazienti dovrebbero usare yìshí 意识.

La famiglia del paziente

E a proposito della famiglia del paziente? Dovreste avere l'atteggiamento di “è ok, ti rimetterai presto, guarirai presto”. Non dite “Morirai presto, per favore dottore lo aiuti, sta morendo, cosa possiamo fare? Per favore aiutatelo...” Con questo tipo di yìshí 意识 il paziente verrà condizionato: avete voluto che morisse perché non dovrebbe morire? Perché non dovreste aiutarlo dandogli buone informazioni? “Stai bene, non c'è nulla che non vada in te”. Non fanno tutti così? No!

Alcuni membri della famiglia pretendono un trattamento speciale da parte del dottore, quindi dicono che quella malattia è speciale e vogliono che il medico gli dia un’attenzione speciale. E sarà così come essi pensano; la loro malattia sarà speciale. Lasciate che vi dia qualche esempio. L'anno scorso all'università Qīng Huá 清华 dove avevamo un nostro distaccamento, c'era un insegnante che ebbe una seria emorragia e fu spedito in un ospedale di prima classe. Le sue pupille erano dilatate, non c'erano segni vitali ed era in un coma profondo. Alla famiglia fu detto che la morte era imminente. Così la famiglia pensò, che, vista la situazione avrebbero, potuto provare il qìgōng 气功 e chiesero ai nostri insegnanti di trattarlo. Alcuni insegnanti vennero allora a trovarmi prima di recarsi all'ospedale per chiedermi cosa fare, io gli dissi “io credo che il paziente abbia una possibilità di sopravvivere, andate e trattatelo e vediamo cosa accade”. Loro andarono e lo trattarono mandandogli del qì . All'inizio i medici pensavano che non sarebbe vissuto più di un giorno, ma dopo tre giorni di trattamento col qì le sue condizioni migliorarono e la pressione sanguigna tornò, facendolo passare da un coma serio a un coma leggero. Un giorno, mentre mi trovavo all'università di Qīng Huá 清华 per tenere una lezione, un membro della famiglia del paziente mi vide e venne da me a pregarmi di andare a vedere il paziente. Gli dissi “non sono andati gli insegnanti a trattarlo?” e lui disse “non erano abbastanza bravi, dovrebbe andare lei”. Io gli dissi “non sia così ansioso, il suo essere ansioso danneggia il paziente”. Lui rispose “non si preoccupi, il paziente non può sentirci si trova decine di miglia di distanza.” . Io dissi “non è un problema di distanze. Non sia così ansioso perché non fa differenza se sono io a trattarlo o i miei insegnanti; infatti è meglio che siano gli insegnanti”. Lui disse “Ma lei è l'insegnante, loro sono i suoi studenti, le loro capacità non possono essere superiori alle sue…”. E io replicai “Non sia così ansioso, non va bene per il paziente. Io non andrò perché non tratto i pazienti personalmente. I miei insegnanti lo fanno. Dopo un bel po’ si calmò. Però più tardi tornò col capo della sua unità e ricominciò di nuovo. Gli dissi “non sia così ansioso, non è buono per la salute del paziente”. Mi ci volle molto tempo per persuaderli. Alla sera, mentre eravamo a cena, tornò di nuovo e questa volta con una segretaria e dei supervisori. Vennero tutti a pregarmi ancora, e io dissi “Allora, questo non va bene; E' finita! Mi avete attaccato da ogni lato e adesso senza aiuti. Il paziente è finito; non può essere più salvato. Prima ero capace di contenere le vostre informazioni così che non potessero raggiungere il paziente ma adesso mi avete colto totalmente impreparato mentre cenavo. C'è un campo di qì attorno a me e voi avete mandato le vostre informazioni negative attraverso il mio campo di qì al paziente. Se venite da me con informazioni positive come “oh.. il paziente è guarito” questo aiuterà il paziente. Ma se arrivate dicendo “il paziente non sta bene, non può farcela” questa informazione va troppo oltre. Gli ho detto “E' fatta, è tutto perduto”. Loro dissero “ma è dieci miglia lontano da qui....”, e io risposi “anche se fosse diecimila miglia lontano da qui non farebbe alcuna differenza. Se telefonate ora constaterete che il paziente è già entrato in un coma profondo, e non c'è modo di salvarlo, il paziente non sopravvivrà, non c'è più modo di uscirne”. Loro non mi credevano, pensavano che stessi mentendo perché non volevo andare. La sera successiva quando i miei insegnanti andarono a trovare il paziente di nuovo, lo trovarono in un coma profondo che era iniziato più o meno alle sei della sera precedente, proprio quando avevo cenato e quelle persone erano venute a parlarmi. Questo vi mostra il potente effetto che yìshí 意识 dei membri della famiglia può avere. Vi potreste chiedere perché in situazioni normali gli effetti non sono così forti. C'è un campo di qì che mi circonda, e se venite da me in un tale stato mentale, beh peggio per voi. Sia le informazioni positive che quelle negative arriveranno alla gente. Quindi io dico sempre “se volete venire da me dovete venire con un atteggiamento positivo; se venite con un atteggiamento negativo, state andando a caccia di guai e non sarete in grado di guarire dalle vostre malattie”

 

 

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