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Le tracce del Qigong nella letteratura (1)

Sab17Nov2018

Le tracce del Qigong nella letteratura (1)

Introduciamo una nuova serie di articoli tratti da un testo pubblicato nel 1988: Qìgōng sùyuán wénxiàn zhāilù 气功溯源文献摘录 (Le tracce del Qigong nella letteratura), del Dott. Pàng Míng庞明.

Traduzione di A. Carloni

 

Introduzione

Il Qìgōng 气功del nostro Paese ha una lunga storia, il cui punto d’inizio preciso resta ancora da scoprire. Dalle fonti letterarie possiamo evincere che il Qìgōng 气功era già praticato all’epoca degli Stati Combattenti1 e probabilmente anche prima. Questa disciplina permeava fin dall’inizio l’ambito medico, igienico, marziale ecc. e costituisce una vera e propria perla della cultura antica della nostra madrepatria. Nei vasti e voluminosi scritti delle antiche scuole filosofiche si ritrovano brillanti esposizioni riguardo al Qìgōng 气功(anche se anticamente non aveva questo nome). Il linguaggio, tuttavia, non può esprimere pienamente tutti gli aspetti di questa pratica: perciò le metafore, spesso oscure e difficili da comprendere, sono numerosissime. Per uno studio approfondito del Qìgōng 气功, senza la presunzione di poter esaurire l’argomento, ho raccolto i passi dei testi antichi che fanno riferimento agli aspetti teorici, pratici e metodologici del Qìgōng 气功, alle capacità specifiche raggiunte attraverso l’esercizio e ai suoi legami con la medicina. Data la vastità dell’argomento si tratta di un lavoro senz’altro limitato, in cui è difficile evitare gli errori: spero che possa essere considerato uno spunto per ulteriori studi.

1 475-221 a.e.v.

Guǎnzi Nèiyè 管子内业 (Il lavoro interno, Guanzi - prima parte)

Tutte le forme della mente sono naturalmente permeate e ricolme di essa, e da essa nascono e crescono. Dolore, felicità, gioia, rabbia, desiderio e ricerca del profitto ne causano ineluttabilmente la dispersione. Se si è capaci di lasciar andare dolore, felicità, gioia, rabbia, desiderio e ricerca del profitto, ecco che la mente torna all’equilibrio. La mente beneficia della calma, e da essa ottiene la pace. Non disturbarla, non confonderla e l’armonia si svilupperà spontaneamente. Chiara come se fosse al tuo fianco.Vaga come se fosse irraggiungibile. Indiscernibile come se si trovasse oltre l’illimitato. La prova di ciò non è lontana; ogni giorno utilizziamo il Dé .

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Zhineng Qigong in Cina (III parte)

Gio15Nov2018

Zhineng Qigong in Cina (III parte)

tetti e tempio dOro

“Happy time” al Zhi Neng Qi Gong Teacher Training Retreat, Qingcheng Mountains, Cina 2018

di Claudia Romano

La scoperta della risata come mezzo per rilassarsi e aprire il cuore e la mente.

In un corso finalizzato alla crescita spirituale mi aspettavo tanta serietà. Mi aspettavo lunghe ore di concentrazione, forse con la fronte corrugata in uno sforzo di comprensione. Questa serietà sarebbe stata l’espressione esterna del mio modo di imparare, del mio modo di stare al mondo. Quale sorpresa quando, in uno dei primissimi giorni, il maestro Xi ci ha accolti con una musica moderna ad alto volume e ci ha detto di ballare. Ci siamo così divertiti! Lo sbalordimento generale è stato seguito da un’adesione immediata all’ordine ricevuto: ci siamo messi a ballare come bambini ad una festa, senza badare a tecniche e neppure al tanto temuto giudizio degli altri. Il maestro dava l’esempio, saltellando e agitandosi con gioiosa semplicità.

Ballare in gruppo non sempre è semplice, subentra spesso un’irrazionale vergogna, il confronto con chi si muove a ritmo e fluidamente… ma qui la complicità fra i membri del gruppo era tangibile e ognuno si è lasciato andare a ciò che sentiva, permettendo al corpo di farsi trasportare dai suoni e, connettendosi alla gioia di tutti gli altri, lasciando affiorare un sorriso spontaneo, che spesso traboccava in risate sonore, riscoprendo un divertimento antico e sopito nella serietà dell’età adulta, carica di tutte le sue responsabilità e preoccupazioni.

“Happy time” è stato battezzato dal maestro Xi e così lo abbiamo sempre chiamato. Il momento più atteso della giornata, la pratica più agognata! Non mi è stato subito chiaro lo scopo di queste apparenti distrazioni. Poi i maestri ce lo hanno spiegato esplicitamente: quando si è immersi in pratiche che portano a interiorizzare, è molto utile prevedere momenti di risate e leggerezza collettiva. In questi momenti si ride e ci si rilassa, col rilassamento la mente allenta il controllo, il cuore si apre alla connessione con gli altri e gli insegnamenti ricevuti sedimentano.

Col maestro Lu abbiamo danzato dopo aver creato il campo di qi, come fosse la pratica della lezione. E’ stato incredibile aprire lo spazio interiore affinché la musica lo guidasse a muoversi. I movimenti erano sinuosi e rotondi, avvenivano nel suono e appena mi fermavo a pensare, uscivo da questa magia; un piacere integrale permeava mente e corpo.

I maestri ci lasciavano a bocca aperta per il loro modo sinuoso di ballare: qigong con musica, piume svolazzanti a ritmo, break-dance senza “break” ma dove ogni movimento scivolava nel successivo in un flusso ininterrotto ed estremamente bello.

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Liberare il flusso vitale, spiegazioni teoriche e consigli pratici

Lun15Ott2018

Liberare il flusso vitale, spiegazioni teoriche e consigli pratici

 

 

 

Il testo riassume i principi base della Medicina Tradizionale Cinese e la loro applicazione nel percorso di evoluzione dell’essere umano proposto dal Zhineng Qigong, partendo dallo sfatamento di un mito molto diffuso e cioè che il ciclo mestruale sia un problema e che sia normale viverlo male. Le autrici hanno scelto questo come punto di partenza perché è un concetto ancora radicato in maniera vergognosa nella mentalità comune e porta detrimento inutile alla qualità della vita di troppe persone. Il processo è comunque lo stesso per qualsiasi altro disturbo più o meno invalidante che limita la nostra vitalità, di cui solitamente siamo consapevoli solo in parte o per niente e di cui ci sembra normale dire: “Ci devo convivere”. Non è così e il testo ci mostra come e perché.


Indice dei contenuti:

Prefazione, p. 3

Introduzione alla Medicina Tradizionale Cinese (MTC), p. 7

Che cos’è il Zhìnéng qìgōng 智能气功, p. 7

Come liberare il flusso vitale, p. 115

- Sciogliere la zona lombare, p. 116

- Riconoscere e gestire le emozioni, p.155

Bibliografia, p. 165

Le autrici, p. 168

 

http://www.lulu.com/shop/amanda-carloni-and-linda-mille/liberare-il-flusso-vitale/paperback/product-23805708.html

 

 

 

 

 

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Zhineng Qigong in Cina (II parte)

Mar09Ott2018

Zhineng Qigong in Cina (II parte)

Senza riscaldamento!

al Zhi Neng Qi Gong Teacher Training Retreat, Qingcheng Mountains, Cina 2018

Scendendo dall’aereo a Chengdu trovammo una temperatura calda e appiccicosa. Questo ci rincuorò perché l’idea che ci era stata prospettata, di un freddo invernale, non era certo accattivante. Speranzose, dunque, entrammo nel taxi che ci avrebbe portato, nel giro di poco più di un’ora, da Chengdu a Qingcheng Mountains.

Solo quando l’automobile cominciò a inerpicarsi su per la strada montana sentimmo che la freschezza dell’aria stava aumentando… Arrivammo in un piccolo centro, costituito da qualche albergo in architettura tradizionale cinese, immersi nel verde dei boschi della riserva naturale di Qincheng, zona sacra ai Cinesi perché patria del taoismo. Su questi monti si snoda un lungo sentiero a gradoni che porta a numerosi templi taoisti, sino ad arrivare al tempio d’oro (Laojun Pavillon), in cima.

A Qingcheng cominciai a sentirmi pervadere da una sensazione completamente nuova: tutto intorno a me era così particolare, combaciava con le immagini di una Cina antica e dimenticata, lontana nel tempo e nello spazio, una Cina che avevo sognato sin da bambina, una Cina archetipica. I tetti a pagoda, sovrastati da statuine di divinità, di saggi e di animali, le tegole formate da mattonelle sovrapposte a scaglie di quella che mi sembrava ardesia, i portoni laccati che racchiudevano il perimetro del nostro albergo e di quelli circostanti, impreziositi da pomelli vistosi e pesanti a forma di testa di leone, di drago o di mostro.

Una nebbiolina leggera avvolgeva la zona rendendo in quel giorno, e nei giorni successivi, tutto così suggestivo e onirico, un’atmosfera che mi portava lontana con l’immaginazione e con le emozioni. La nebbia mi è sempre piaciuta per questa sua capacità evocativa, riesce a trasformare un viaggio in tangenziale intorno a Milano in qualcosa di magico e misterioso, celando alla vista la realtà più ovvia per suscitare ricordi.

Infine, stordite dopo 24 ore di viaggio, abbracciammo i maestri, che ci vennero incontro sorridendo col cuore. C’era freddo! Eravamo così vicine al caldo afoso di Chengdu eppure la temperatura era già così diversa. Entrando in albergo mi attendevo di essere rincuorata dal calduccio di un ambiente riscaldato. Quale sorpresa mi attendeva: tutti indossavano i piumini, anche dentro! Ci volle qualche ora per rendermi conto che nessun ambiente era riscaldato, semplicemente: il riscaldamento non esisteva. Intanto mi infilai velocemente sotto le coperte e sprofondai in un breve sonno in attesa dell’ora di cena. Al risveglio mi accertai che la camera fosse ancora fredda e quindi indossai gli indumenti caldi che per fortuna mi avevano consigliato di portare. Dirigendomi verso quella che prevedevo dovesse essere la sala-ristorante, fui invece fermata da maestri e compagni nel patio interno dell’albergo, all’aperto, sotto il cielo coperto di nuvole. Tutti i pasti sarebbero stati consumati lì, intorno a graziosi tavoli accoglienti. Per fortuna ogni pasto prevedeva zuppe caldissime o brodi bollenti, la necessità di ingerirli appariva ovvia.

Un piacere inatteso mi travolse e conciliò un sonno immediato quando entrai nel letto: il materasso era riscaldato elettricamente! Che tepore sotto le coperte, che meraviglioso ristoro dal freddo circostante!

Al risveglio, il primo giorno, mi preparai per recarmi nella sala di pratica. Avevo in parte dimenticato lo shock termico della sera prima e mi disponevo per praticare in una sala come quelle che conosco in Occidente. Entrai in uno spazio affascinante: sedie in legno dalle forme tondeggianti ed esotiche erano disposte tutte intorno, tavolini dai profili arrotolati in riccioli rivolti all’interno e su cui erano disposti gli utensili per l’arte della calligrafia (pennelli, fogli, calamai…). Che ispirazione! Le finestre erano ampie e costituivano in gran parte i 4 muri ma… erano di vetro molto sottile, quasi prive di materiali isolanti e la porta di accesso alla sala, che si affacciava su una tettoia esterna, non si chiudeva. Dunque era come stare all’aperto… Nessuno si tolse la giacca, neppure i maestri.

Ci sedemmo e ci presentammo, poi ciascuno di noi informò gli altri circa il paese d’origine e il motivo che ci aveva spinti ad iscriverci ad un corso intensivo di Zhi Neng Qi Gong. 36 allievi provenienti da ogni angolo della Terra. Fummo informati degli orari. Questa lunga condivisione si concluse nuovamente nel patio, per pranzare. Era così confermato il luogo dove avremmo sempre consumato i pasti: sotto la cupola del cielo, incuranti del clima caldo o impietoso. Quello che poteva cambiare era semplicemente il nostro vestiario.

Qualche moto di ribellione cominciò a nascere in me: avevo freddo! Non c’era un unico luogo dove sentirsi a proprio agio, tranne sotto le coperte. In effetti dopo ogni lezione, nei momenti di pausa, scappavamo a infilarci a letto, per trovare quel po’ di comfort che l’ambiente rustico cinese ci negava.

Poi, come un fulmine interiore, giunse un momento di lucidità nel quale dissi a me stessa che stavo vivendo un’occasione straordinaria per diventare più forte, guidata da saggi insegnanti, che conoscevano tecniche efficaci. Avrei colto queste asperità per rinforzarmi. Del resto avevo già provato per un anno la tecnica di Wim Hoff della doccia gelata e sapevo che era possibile trarre beneficio anche dal freddo.

Arrivavamo alla sala di pratica coperti da giacche e piumini e da un doppio strato di pantaloni, ascoltavamo la teoria avvolti nelle coperte. Per praticare fu rapido invece constatare che era necessario spogliarsi fino a ridursi in calzoncini e maniche corte: cominciavamo a sudare e a sviluppare un calore interno, pur restando fermi! Potenza del Qigong! Terminato l’esercizio, con gesti rapidi ci rivestivamo, per evitare di raffreddarci.

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Che cos'è il Zhineng Qigong?

Dom26Ago2018

Che cos'è il Zhineng Qigong?

 

Che cos’è il Zhineng Qigong?

Maestro Lu, introduzione e traduzione in italiano di A. Carloni

 

Il Zhìnéng Qìgōng 智能气功, traducibile in italiano con Lavoro sull’energia vitale per lo sviluppo della saggezza, può essere definito come un sistema composto di teoria e pratica, concepito per liberare il flusso del sangue, dell’energia vitale e del respiro allo scopo di migliorare la nostra vita e il mondo… e molto più di questo. E’ un modo diverso di conoscere noi stessi e di gestire con consapevolezza e armonia le relazioni: con noi stessi, con la società, con la natura. Ci insegna che siamo responsabili della nostra vita e del suo impatto su chi e cosa ci circonda, vicino e lontano, ci insegna che abbiamo sempre una scelta e che con pazienza e umiltà possiamo imparare a fare quella giusta.

 

Come ci ha mirabilmente spiegato il M. Lu in uno degli ultimi seminari, con la comprensione della teoria e con la pratica possiamo raggiungere un buono stato di salute generale, perché la pratica libera la circolazione del sangue e dell’energia vitale nei meridiani, da quelli principali a quelli più sottili. Questo ci permette anche di sentirci sicuri, poiché una buona circolazione diminuisce moltissimo il rischio di essere colpiti da infarto o ictus, per poter arrivare a quello che dovrebbe essere il vero obiettivo della pratica e cioè raggiungere la conoscenza di noi stessi.

 

Attraverso la pratica otteniamo salute, longevità, armonia con la natura, con la società, armonia tra mente e cuore e quindi armonia con noi stessi; impariamo a prenderci cura della nostra salute e della nostra vita perché una volta che la nostra salute è regolare, il cuore e la mente sono in armonia, tutto scorre naturalmente, la qualità della vita migliora.

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