Coltivare la coscienza nel Zhineng Qigong

Aggiornamento: 12 nov 2021

Traduzione dal cinese e introduzione a cura di A. Carloni




Introduzione

I due fattori del progresso nella pratica del Zhìnéng Qìgōng sono forza di volontà e coltivazione della coscienza: devono procedere di pari passo perché l’evoluzione del praticante sia equilibrata, se un aspetto prevale sull’altro il nostro sviluppo non è centrato e armonico. Nel brano che segue il Dott. Páng Míng illustra il senso e l’importanza della coltivazione della coscienza partendo dal significato del termine in cinese e del suo impiego nel Qìgōng 气功 tradizionale e nel Zhìnéng Qìgōng 智能气功, arrivando a illustrare il senso della coltivazione della stabilità della coscienza. Ho scelto di chiudere con un brevissimo estratto del Nèiyè 内业che propone, oltre duemila anni prima, gli stessi concetti.


Coltivare la coscienza


La parola coltivare non è sconosciuta alle persone, è spesso utilizzata nella vita quotidiana a indicare principalmente l’impegno profuso da qualcuno attraverso lo studio e l’applicazione per raggiungere un certo livello in vari ambiti. Nel Qìgōng 气功 l’impiego di questo termine è più ampio e comprende ogni aspetto della pratica: vediamone il significato nel dettaglio.


I. Il significato di coltivare

i. Il senso del coltivare nel Qìgōng tradizionale

Nel Qìgōng tradizionale, il termine coltivare è utilizzato come verbo ed è costituito dall’’unione dei due verbi xiū 修 e yǎng 养. Gli antichi praticanti di Qìgōng consideravano entrambi i verbi come inerenti all’abilità sviluppata tramite la pratica: xiū indica il processo di pratica, auto-coltivazione e allenamento; yǎng invece significa nutrire, accrescere, conservare. Il senso attribuito ai due termini utilizzati insieme è generalmente quello di auto coltivazione condotta attraverso un allenamento che nutre il praticante. Xiū è riferito spesso al dé 德, mentre yǎng alla mente. Un antico modo di dire recita: “ Il dé deve essere coltivato (xiū), il qì nutrito (yǎng )”. Nel Qìgōng tradizionale la coltivazione è considerata il contenuto fondamentale per giungere alla saggezza. La scuola confuciana ha come obiettivo della coltivazione lo sviluppare “saggezza interiore e regalità esteriore” arrivando all’unione di essere umano e universo. La scuola daoista invece sottolinea l’importanza di coltivare il proprio corpo in armonia col cielo e la terra, per raggiungere lo stato primordiale espresso come: “In alto si muove con ciò che dà forma, in basso è amichevole verso coloro che considerano la vita e la morte senza inizio né fine”. (Zhuāngzi 庄子, Tiānxià 天下, Sotto il cielo). La scuola buddista fondamentalmente è al di fuori di questo mondo e non sembra prestare attenzione alla coltivazione, tuttavia l’“ottuplice sentiero”, i “tre addestramenti” e le “sei perfezioni” sono forme di coltivazione interiore.

Nella teoria del Qìgōng tradizionale il termine xiūyáng non è utilizzato, mentre il verbo xiū e il verbo yǎng sono spesso usati separatamente con il senso di coltivare e nutrire sia la mente che il corpo. In epoca moderna, invece, il termine xiūyáng compare molto frequentemente ed è impiegato da tutte e tre le scuole (confuciana, buddista e daoista) a significare l’impegno genuino nel miglioramento di sé. Per esempio Xiāo Tiānshí 萧天石 nel suo Dàojiā rénshēng xiūyǎng zhī zuìgāo jìngjiè: sānjiā rénshēng xiūyǎng zhāi 道家人生修养之最高境界:三家人生修养摘 afferma: “Il pensiero confuciano, radicato nel mondo, postula che l’ottenimento più alto per l’umanità siano la saggezza interiore e la regalità esteriore. Il pensiero buddista invece è al di fuori del mondo e considera l’obiettivo ultimo dell’essere umano quello si risvegliarsi e realizzare la natura di Buddha. Il pensiero daoista invece supera il mondo e ritiene che l’essere umano debba sviluppare e proprie capacità straordinarie diventando come il Dào 道 .”

Quanto detto esaurisce in maniera semplice e chiara il tema della concezione della coltivazione nel Qìgōng tradizionale.



ii. Il senso del coltivare nel Zhìnéng Qìgōng


Nel Zhìnéng Qìgōng quanto illustrato riguardo al coltivare ha due significati:

1. Come verbo: indica la pratica condotta secondo i principi del Qìgōng per elevare lo stato di salute psicofisica personale e l’impegno e la dedizione posti nel processo dal praticante. E’ uno dei quattro punti fondamentali del Zhìnéng Qìgōng e il suo ambito di applicazione è piuttosto specifico: riguarda infatti yìyuántǐ 意元体e la sua attività funzionale, cioè la radice dell’attività vitale umana e comprende la coltivazione delle capacità ordinarie e straordinarie.

2. Come sostantivo: indica il processo di pratica, studio e allenamento condotto con impegno attraverso il quale un individuo raggiunge un livello di salute psicofisica e di cultura. Si riferisce alla profondità, all’esperienza e all’abilità che si conseguono con l’allenamento rigoroso: è l’obiettivo della pratica del Zhìnéng Qìgōng. Il termine “xiūyáng ” può essere utilizzato sia come sostantivo che come verbo, i due si equivalgono nel senso che il verbo “xiūyáng” indica il processo di coltivazione (letteralmente affinare e nutrire); il sostantivo “xiūyáng” indica il risultato di tale processo.

E’ necessario sottolineare che la coltivazione nel Zhìnéng Qìgōng non differisce di molto dalla coltivazione che avviene allo stato delle capacità ordinarie: quello che cambia è il fatto che la coltivazione nel Qìgōng viene utilizzata come base di partenza per sviluppare le capacità straordinarie.

Coltivare la stabilità della coscienza


La stabilità di yìyuántǐ determina la sua abilità di riflettere gli oggetti esterni nel loro aspetto reale. La sensibilità della qualità del riflesso di yìyuántǐ è determinata dal suo grado di xū líng míng jìng 虚灵明静. Quest’espressione descrive la chiarezza di yìyuántǐ.

Xū 虚 significa vuoto ma non completamente,

líng 灵 si riferisce all’immediatezza di yìyuántǐ nel ricevere e inviare e informazioni,

míng 明 significa puro, luminoso,

jìng 静 significa quieto.

Questa chiarezza di yìyuántǐ dipende dalla qualità e dalla quantità di Qì che lo nutre, così come dalla sua caratteristica di stabilità.

Lo stato xū líng míng jìng è intensificato dal movimento (inteso sia come moto del corpo che attività mentale) fluido e regolare, compreso il pensiero calmo, mentre è disturbato dal movimento incongruente, come il panico. Nel momento di disturbo, il movimento calmo e regolare può aiutare a equilibrare il movimento irregolare e quindi ridurre il disturbo stesso. Alcuni metodi tradizionali di Qìgōng cercano di ridurre il disturbo di yìyuántǐ svuotando la mente ed eliminando il pensiero, ma questa non è la strada più semplice da cui cominciare: per questo il Zhìnéng Qìgōng enfatizza la regolare attività del movimento.”


Da Pàng Míng 庞明, La teoria olistica Hùnyuán 混元, 1994. Traduzione A. Carloni


“La vitalità delle persone dipende dalla contemplazione.

L’ansia fa perdere la disciplina, la rabbia fa perdere le fondamenta.

Se sopraggiungono ansia o tristezza, gioia o rabbia, il Dào non ha luogo.

Amore e desiderio, follia e confusione devono essere corretti

senza spingere né tirare.

La buona sorte tornerà naturalmente, così come il Dào giungerà da solo,

Affidabile fonte d’ispirazione. Si trova da calmi, si perde turbandosi.”


Guànzi 管子, Nèiyè 内业, ca V sec. aev. Traduzione A. Carloni




Amanda Carloni


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