Daode e pratica di qigong: una storiella di Pang Ming

Tradotto dal cinese da R. Testa


Dimostrazione di Chenqi
Dimostrazione di Chenqi (formazione 2021-2022)

Vi racconto una storiella. Durante la dinastia Shang (II millennio a. C.), un certo Shang Qiukai, che era povero e viveva lungo la sponda del Fiume Giallo chiese a delle persone agiate: “Voi siete così ricchi e io invece così povero; in che modo posso anch’io diventare ricco?”. Sentendolo tutti si misero a ridere e si presero gioco di lui: “Vuoi diventar ricco? Se ti lanci dal tetto della casa diventi ricco”. Questo poveretto veramente salì sulla casa, saltò giù ma vide che non succedeva niente e allora lo fece un’altra volta, ma di nuovo niente. E allora gli dissero: “No, così non va, tuffati nel gorgo del Fiume Giallo, laggiù c’è dell’oro, prova a scavare laggiù.” Alla fine si tuffo e ne venne fuori con in mano veramente dell’oro. Quando gli altri lo videro ne furono spaventati e pensarono che fosse un immortale. Subito si affrettarono a inchinarsi davanti a lui, ma a quel punto Shang Qiukai penso che fosse tutto molto strano e allora gli spiegarono: “All’inizio volevamo prenderci gioco di te e ti abbiamo chiesto di saltare dal tetto della casa perché così saresti morto, e poi di saltare nel gorgo perché così saresti affogato, ma tu non solo non sei affogato ma ne sei uscito con dell’oro e, allora se non sei un immortale cosa sei?”.

Naturalmente questa è una storiella e se sia vera o no non si può dire, ma se ne possono trarre degli insegnamenti: se nel nostro cuore c’è molta sincerità, non appena la mente si muove, Yiyuanti sia all’esterno che all’interno rimane invariato e questo potrebbe far notare una diversità nella natura degli oggetti esterni.

Noi studiamo la teoria di Yiyuanti e sappiamo che dovremmo connetterci al mondo esterno con le capacità extra-ordinarie e non più con quelle ordinarie, perché quelle extra-ordinarie hanno questa unidirezionalità dell’intenzione che forma un passaggio speciale che quando è stabilito permette alle capacità latenti di sorgere in modo naturale. E questo si può spiegare molto bene con la teoria del laser: un fascio luminoso ordinario si disperde perché la direzione dei singoli fasci interni non è uniforme e per questo la potenza non è sufficiente, ma emettendo la luce con un laser, la direzione dei fasci luminosi diventa identica così da produrre una potenza formidabile.


Per la mente è uguale, di solito è molto dispersa e disordinata, ma quando viene raccolta e si riunisce riesce ad avere la meglio su tutti i pensieri e anche la forza prodotta è inevitabilmente potente. La sincerità ha questa funzione. Quindi se si hanno fede e sincerità a rigor di logica si ha tutto. Quando il maestro parla c’è questa fede indomita senza tentennamenti. Però la maggior parte di noi non ce la fa e allora come si fa? Bisogna praticare. Ma non in modo superficiale, bisogna praticare duramente.



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