Zhineng Qigong e fede 信

Aggiornamento: 13 ott 2021

di Ramon Testa


Con la logica dell'esperienza, in questo breve brano Pang Ming ci fa scoprire perché credere è così importante al di là della contesa fra filosofia e teologia sul primato fra fede o ragione.

La fede è quindi strumento essenziale per ottenere l’effetto, il risultato, sia nella pratica di qigong, ma anche in ogni altra situazione e in fondo non stupisce che sia così perché avere fede (亻+ 言 La parola di una persona) in qualcosa presuppone che questa fede sia innanzitutto fede/fiducia in sé stessi:


Parlando di fede non vogliamo in alcun modo promuovere una fede nei confronti del Professor Pang Ming, ma invece nella Scienza del Zhineng Qigong. Riuscire a ottenere dei risultati nel Zhineng Qigong dipende dal credere nella Scienza del ZQ e in particolare quando si continua ad avere fede anche dopo aver incontrato degli ostacoli. Sei in grado di applicare la Teoria dello hunyuanqi 混元气 e di yiyuanti 意元体 in ogni momento? Quando c’è una difficoltà pensi subito ai principi del qigong? O invece ti affidi ai principi ordinari? O a quelli della scienza in generale? Questi sono tutti test per la nostra fiducia. La fede è uno stato mentale e in passato faceva parte della coltivazione della mente per elevarsi e per poter lottare per una giusta causa.


La coltivazione della mente è di per sé una dote che ci mette in grado di avere il controllo della nostra vita e del qi di tutto il corpo, ovvero ci mette in grado di superare le difficoltà.

Noi praticanti di ZQ dobbiamo innanzitutto coltivare noi stessi, dobbiamo allenarci. Ci alleniamo non per metterci in mostra ma per ottenere la libertà per noi stessi, per accedere veramente a uno stato di libertà per noi stessi. Coltivare sé stessi è coltivare la mente, renderla stabile, e il punto chiave sta nella “fede” e nella “sincerità”. In passato il maestro trasmetteva il metodo al discepolo con un mantra. Poi chiedeva al discepolo: «Funziona?» e il discepolo rispondeva: «Sì!». Poi il maestro dava qualche colpetto sulla testa del discepolo e diceva: «Torna a praticare!» e così era tutto risolto. Non appena il maestro parlava, l’insegnamento veniva trasmesso, ovvero il pensiero “efficace” veniva inviato al discepolo che lo poteva accogliere a patto che fosse veramente in contatto col profondo della sua mente. Ma se non c’era abbastanza fede o appariva un dubbio questa connessione col maestro non poteva avvenire. (Pang Ming)



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