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Il 道德 dàodé (seconda parte)

Mar31Mar2015

Il 道德 dàodé (seconda parte)

ii. Il significato di 道德 dàodé nella cultura cinese (seconda parte)

Nell’antica civiltà cinese, la virtù etica era contemplata dalla scuola confuciana, che si riferiva a essa parlando di “li”, i riti. Per esempio nel  礼记,礼运 Lǐjì, Lǐyùn (Memorie sui riti, Origine e sviluppo dei riti) è scritto:

“Quindi il santo regola le sette emozioni degli esseri umani, coltiva le dieci virtù; promuove la sincerità nel parlare e il mantenimento dell’armonia, dà valore alla gentilezza mentre rifugge liti e saccheggi. Se non rispetta le regole della proprietà come potrà mai avere successo?”

E sempre nel 礼记,乐记 Lǐjì, Lèjì (Memorie sui riti, Memorie sulla musica) leggiamo:

“Esattezza e correttezza, senza alcuna inflessione o deviazione, formano la sostanza dei riti, mentre la gravità, il rispetto, e un umile considerazione ne costituiscono le regole.”

I riti, nell’antica civiltà cinese non sovrintendevano solamente ai rapporti interpersonali, ma avevano anche il ruolo di regolare la vita personale di ogni essere umano rendendolo più sano coltivando correttamente il proprio corpo. Per esempio vediamo il 礼记,礼运 Lǐjì, Lǐyùn (Memorie sui riti, Origine e sviluppo dei riti):

“Quindi la proprietà e la giustizia sono i grandi elementi del carattere umano; attraverso di essi il suo eloquio diviene l’espressione della verità e le sue relazioni divengono la promozione dell’armonia; simili all’unione di pelle e cuticole, al legame tra muscoli e ossa rafforzano il corpo. Costituiscono i grandi metodi tramite cui nutriamo i vivi, seppelliamo i morti e onoriamo gli spiriti degli antenati; sono i canali attraverso i quali possiamo apprendere le vie del cielo e comportarci come i sentimenti umani richiedono.”

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Xing shen zhuang (Secondo livello) I

Gio26Mar2015

Xing shen zhuang (Secondo livello) I

Il zhineng qigong ha sempre avuto una comprensione innovativa della teoria dei canali energetici della medicina cinese (Vedi Zhinengqigongkexue – Hunyuan zhengti lilun), tuttavia la teoria dei canali energetici tradizionale è oggi ancora largamente accettata e usata nella medicina tradizionale e nel qigong. La teoria dei canali energetici ritiene che questi siano connessi internamente agli zangfu ed esternamente alle articolazioni degli arti. Questo vuol dire che ogni canale è connesso internamente con gli organi interni, mentre è esternamente distribuito nei quattro arti. Il qi di ogni canale ha delle peculiari proprietà di scorrimento. I canali energetici del corpo sono connessi reciprocamente.La mano e le dita sono il punto di contatto fra i meridiani yang e yin della mano. La testa è il punto di connessione fra il meridiano yang della mano e il meridiano yang del piede. Il piede è il punto di connessione fra i meridiani yin e yang del piede. Petto e addome sono il punto di connessione fra il meridiano yin del piede e il meridiano yang della mano. Inoltre il qi vero del corpo e il qi esterno devono procedere nel loro reciproco scambio, e il qi esterno entra nel corpo più che altro dalle estremità di mani e piedi. Più tardi la medicina cinese sottolineò l'importanza dei punti: “jing3,ying, shu, yuan, jing1, he”. Dai cinque punti shu, avviene il processo di ingresso diretto del qi esterno. In questo senso è preciso dire che la teoria dei canali energetici considera l'estremità degli arti come la radice, l'essenza del canale stesso. La posizione degli organi interni di testa e tronco è il punto dove i canali terminano.[…]

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Il 道德 dàodé (prima parte)

Lun02Feb2015

Il 道德 dàodé (prima parte)

Il 道德 dàodé (prima parte)
tradotto dal cinese da Amanda Carloni


La teoria del 道德 dàodé contenuta nella teoria olistica  混元 hùnyuán è stata sviluppata sulla base della concezione del 道德 dàodé nella cultura cinese tradizionale e presenta delle differenze sia rispetto a quest’ultima che rispetto alla prospettiva dell’etica moderna. Se definiamo la teoria di 意识 yìshí come l’estensione della teoria dello 混元气 hùnyuán qì, possiamo descrivere la prospettiva sul 道德 dàodé come un’ulteriore estensione, basata a sua volta sulla teoria di 意识 yìshí.

SEZIONE 1 IL 道德 DÀODÉ
I. Origine e significato del termine 道德 dàodé

i. Il significato di 道德 dàodé  in etica

L’etica come ambito di studio indipendente ha origini piuttosto recenti e ha la morale come oggetto di ricerca. Il 道德 dàodé come inteso nell’etica trae origine dal termine latino “mores” che ha come significato originario “costumi, usanze” che si estende a indicare poi le norme che regolano i comportamenti, come per esempio il discernimento tra bene e male. L’etica contemporanea comprende la motivazione morale, la coscienza morale, il comportamento etico e la valutazione morale. Secondo l’etica marxista l’etica è un’ideologia particolare fondata su basi economiche che si rifà al bene e al male come criteri di valutazione e utilizza delle norme comportamentali che sono la somma di opinione pubblica, usanze e coscienza personale.  L’etica è dunque il prodotto di relazioni economiche e sociali definite e cambia con il mutare delle condizioni economiche e sociali. Anche se può regolare il comportamento delle persone, tuttavia non utilizza i mezzi coercitivi della politica e della legge, agendo piuttosto sull’opinione pubblica e sulla coscienza personale. Di conseguenza riguarda solo una parte del comportamento umano e non la sua totalità, ma rispetto alla politica e alla legge ha un’influenza molto più profonda e diffusa sulle persone.


ii. Il significato di 道德 dàodé nella cultura cinese

Nell’antica civiltà cinese, le due parole 道 dào e 德 dé avevano significati diversi. Per esempio nel capitolo 36 del 管子 Guǎnzi, 心术上 Xīnshù shàng (L’intenzione, prima parte), è scritto: “Il 道 dào è vuoto e senza forma; il 德 dé genera le diecimila cose” Esistono anche casi in cui i due caratteri sono uniti a formare un’unica parola, come nel capitolo 49 del 管子 Guǎnzi, 内业Nèiyè (La pratica interiore), dove leggiamo:

“Il 道 dào: avvolgere e contrarre, svolgere ed espandere, essere saldi e costanti [nella pratica]. Rispetta questa pratica e non la trascurare, evita l’eccesso, abbandona ciò che è futile. Quando raggiungerai il limite ultimo tornerai al 道德 dàodé [alla Via e al suo potere interiore].”

Il capitolo 49 dello 韩非子 Hánfēizi, 无毒 Wúdú (I cinque parassiti), riporta:

“Nella remota antichità si competeva nella morale, più recentemente invece con gli stratagemmi”.

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Coltivare la coscienza - Seconda Parte

Dom04Gen2015

Coltivare la coscienza - Seconda Parte

Coltivare la coscienza - Seconda Parte (traduzione dal cinese di Amanda Carloni)


ii. Il senso del coltivare nel Zhìnéng qìgōng 智能气功

Nel qìgōng 智能气功 quanto illustrato riguardo al coltivare ha due significati:

1. Come verbo: indica la pratica condotta secondo i principi del qigong per elevare lo stato di salute psicofisica personale e l’impegno e la dedizione posti nel processo dal praticante. E’ uno dei quattro punti fondamentali del Zhìnéng qìgōng 智能气功 e il suo ambito di applicazione è piuttosto specifico: riguarda infatti yìyuántǐ 意元体 e la sua attività funzionale, cioè la radice dell’attività vitale umana e comprende la coltivazione delle capacità ordinarie e straordinarie.
2.Come sostantivo: indica il processo di pratica, studio e allenamento condotto con impegno attraverso il quale un individuo raggiunge un livello di salute psicofisica e di cultura. Si riferisce alla profondità, all’esperienza e all’abilità che si conseguono con l’allenamento rigoroso: è l’obiettivo della pratica del Zhìnéng qìgōng 智能气功. Il termine “xiūyáng 修养” può essere utilizzato sia come sostantivo che come verbo, i due si equivalgono nel senso che il verbo “xiūyáng 修养” indica il processo di coltivazione (letteralmente affinare e nutrire); il sostantivo “xiūyáng 修养” indica il risultato di tale processo.

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Coltivare la coscienza - Prima Parte

Mar02Dic2014

Coltivare la coscienza - Prima Parte

Coltivare la coscienza - Prima Parte (traduzione dal cinese di Amanda Carloni)


La parola coltivare non è sconosciuta alle persone, è spesso utilizzata nella vita quotidiana a indicare principalmente l’impegno profuso da qualcuno attraverso lo studio e l’applicazione per raggiungere un certo livello in vari ambiti. Nel 气功 qìgōng l’impiego di questo termine è più ampio e comprende ogni aspetto della pratica: vediamone il significato nel dettaglio.

I. Il significato di coltivare
i. Il senso del coltivare nel 气功 qìgōng tradizionale
Nel qigong tradizionale, il termine coltivare è utilizzato come verbo ed è costituito dall’’unione dei due verbi 修 xiū e 养 yǎng. Gli antichi praticanti di 气功 qìgōng consideravano entrambi i verbi come inerenti all’abilità sviluppata tramite la pratica: 修 xiū indica il processo di pratica, auto-coltivazione e allenamento; 养 yǎng invece significa nutrire, accrescere, conservare. Il senso attribuito ai due termini utilizzati insieme è generalmente quello di auto coltivazione condotta attraverso un allenamento che nutre il praticante. 修 xiū è riferito spesso al 德 dé, mentre 养 yǎng alla mente. Un antico modo di dire recita: “ Il 德 dé deve essere coltivato (修 xiū), il 气 qì nutrito
(养 yǎng)”. Nel 气功 qìgōng tradizionale la coltivazione è considerata il contenuto fondamentale per giungere alla saggezza. La scuola confuciana ha come obiettivo della coltivazione lo sviluppare “saggezza interiore e regalità esteriore” arrivando all’unione di essere umano e universo. La scuola daoista invece sottolinea l’importanza di coltivare il proprio corpo in armonia col cielo e la terra, per raggiungere lo stato primordiale espresso come: “In alto si muove con ciò che dà forma, in basso è amichevole verso coloro che considerano la vita e la morte senza inizio né fine”. (庄子 Zhuāngzi, 天下 Tiānxià, Sotto il cielo). La scuola buddista fondamentalmente è al di fuori di questo mondo e non sembra prestare attenzione alla coltivazione, tuttavia l’ “ottuplice sentiero”, i “tre addestramenti” e le “sei perfezioni” sono forme di coltivazione interiore.

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