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20-24 marzo 2019
Ritiro di Guarigione con
Tao Qingyu e Ramon Testa
a Cesenatico

 

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Le tracce del Qigong nella letteratura: Guǎnzi Nèiyè 管子内业 (terza parte)

Dom20Gen2019

Le tracce del Qigong nella letteratura: Guǎnzi Nèiyè 管子内业 (terza parte)

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Ritiro di guarigione a Sanya di Paola Dall'Ora

Ven18Gen2019

Ritiro di guarigione a Sanya di Paola Dall'Ora

 

 

Healing and Healers Retreat : 26 giorni a Sanya, Cina novembre/dicembre 2018

 

Ringrazio i cari amici e parenti che mi hanno sostenuto con affetto in questa avventura,

ringrazio i miei due medici e colleghi che si sono posti al mio fianco rispettando e sostenendo le mie scelte,

ringrazio i miei insegnanti italiani di ZhinengQigong, in particolare Ramon Testa ed il gruppo di pratica di Milano, da cui e con cui imparo e cresco nel tempo, e l’amica Patrizia Macchi per le continue scoperte comuni,

ringrazio i magnifici sette insegnanti che hanno condotto il ritiro di Hainan,

ringrazio i 150 partecipanti, la cui forza ed energia sono ancora con me,

ringrazio i miei genitori, Franca, e ogni esperienza e incontro che mette e rimette al mondo nuove possibilità.

 

------ § -------

 

Questo viaggio è iniziato molti mesi prima, all’indomani di un intervento chirurgico e della mia ferma intenzione di guarire lontano dalle piste ben note della medicina corrente , alimentato dalla curiosità, come “medico della mente”, di approfondire un sistema di guarigione radicalmente differente.

E’ iniziato in un’agenzia di viaggi di Milano, accettando di slancio il piano di volo proposto, nonostante i numerosi scali e scomodi orari, è proseguito con i contatti via mail con uno dei docenti del ritiro, si è nutrito dei ritiri in Italia che hanno riempito l’ attesa prima e dopo le vacanze estive; mi è sembrato “ pericolosamente “ lontano quando la mia fiducia di guarire era ancora un po’ vacillante, e mi è poi venuto incontro, ad autunno, quando molto di me nelle attività quotidiane confluiva lì : ce l’avevo fatta, ero giunta indenne e tutto sommato in forma in prossimità della partenza!

All’arrivo, all’uscita dell’aereoporto di Sanya non avevo avuto dubbi che il viso sorridente dell’ancora sconosciuto Teacher Wu era lì per prelevare chi come me arrivava quel giorno, così come le prime chiacchiere, sul bus diretto all’interno dell’isola , con una coppia australiana di Perth non si sono rivelate una scelta del caso, ma l’inizio di una vera bella amicizia.

Il primo impatto con il resort che ci avrebbe ospitato per un mese è stato ricco di sensazioni contrastanti : la bellezza del luogo, e la difficoltà di comunicazione data la rarità di persone che parlassero inglese, la presenza diffusa di ben 150 persone provenienti da più di 20 paesi del pianeta i cui volti e nomi avrei impiegato giorni a cercare di afferrare, il vago smarrimento in quel giorno di vigilia, ancora privo dello scheletro della giornata che ci avrebbe sostenuto a partire dal giorno successivo, unito alla stanchezza per il lungo viaggio che fece concludere presto quella prima sera in Cina.

Il primo giorno del ritiro è stato come un battesimo di questo viaggio e merita di essere descritto nei suoi contorni avendo rappresentato una importante introduzione agli ingredienti fondamentali dell’esperienza :

alle 7 del mattino, su di un terrazzo esposto ai suoni del fiume e ai fruscii delle piante tropicali, la pratica di apertura (del corpo e di tutto l’essere) all’Universo, e la scoperta del primo suono guaritore : “ HUA SAN “, emesso come un guizzo, un sibilo deciso a dissolvere ogni blocco di qi sottostante malattie grandi e piccine ,

e poi la meditazione di un’ora con l’invito a 150 persone a fermare il pensiero , a diventare puri sensi immersi nel campo di qi della foresta tropicale,

l’arrivo di un altro teacher che aiuta a ridestarci con una pratica di auto-stimolazione di punti energetici, ritrovando il corpo e l’esterno dopo un viaggio così profondo all’interno,

e l’allegra confusione della prima colazione in cui iniziare a conoscere e riconoscere volti e storie differenti, un mescolarsi di razze e culture che si rinnovava a pranzo;

la pausa nel primo pomeriggio, in cui ritrovarsi nella quiete della stanza, e poi giù di nuovo a comprendere l’importanza di una tecnica fondamentale che avrebbe costituito il filo rosso del ritiro, La Qi, questo aprirsi a spazi sempre più vasti e raccogliere energia all’interno, come uno sperimentare il respiro di fondo dell’Universo;

e l’allegra presentazione dei magnifici sette docenti di cui nel tempo si sono sedimentate in me impressioni prevalenti :

Teacher Lu, con la sua affettuosa e profonda intelligenza, Teacher Wei, assorto e puntuale nel suo filosofare, Teacher Xi, con una voce che ti attraversa l’anima, Teacher Tong con una infinita pazienza nel condurci in LaQi senza fine, Teacher Zhao sempre sorridente e abilissimo con le palle del Taiji, Teacher Wu misterioso dato il suo poco inglese, ma grande nel linguaggio del corpo e in disponibilità umana, e Teacher Tao, con la sua allegria e capacità di gioco…;

last but not least, l’invito che ci fecero alla fine di una giornata di 6 ore di pratica, a praticare ancora un’oretta nelle proprie stanze….ma sempre proponendo e invitando con un sorriso sulle labbra a praticare, e praticare e poi ancora praticare! Dopo cena? ” Siete liberi e..non liberi..”

Vorrei qui aggiungere alla fine di quella prima giornata un vero battesimo di rinascita l’immergermi di notte, come in un sogno, nella “ Infinity Pool “, una delle piscine termali dell’Hotel dove ho potuto tornare a nuotare a 10 mesi dal mio intervento alla spalla, in una ritrovata fiducia nelle capacità di ripresa del corpo.

Il mio braccio fluiva nell’acqua in una ritrovata felicità ed integrità, dopo la violazione del chirurgo.

 

Enjoy your life ! Godi della vita !________________________________

Fin dai primi giorni ci hanno ricordato come nel processo di guarigione sia fondamentale godere delle piccole e grandi cose della vita : è un radicale cambio di prospettiva, rispetto alla cupa atmosfera degli ospedali e ambulatori medici.

Godersi la vita, aprirsi in una improvvisa risata rende la mente sempre più fluida.

L’allegria è una potente forza di guarigione.

La felicità porta a cambiamenti interni importanti e noti anche alla luce della nostra medicina occidentale : migliora le difese immunitarie, induce la liberazione di sostanze con un’attività anti-tumorale, stimola l’increzione di endorfine, sostanze che hanno un effetto analgesico e responsabili di un senso generale di benessere, e su un piano energetico la felicità favorisce un flusso abbondante di energia che aiuta a sciogliere i blocchi di qi che sottostanno le malattie.

Vorrei qui aggiungere che la felicità dà un senso all’impegno nel processo di guarigione : non si guarisce solo per sé ma anche per gli altri e per un atto di amore nei confronti della vita stessa che abbiamo ricevuto in dono e che celebriamo salutando con allegria ogni sforzo, anche intenso, che incontriamo sul cammino della guarigione.

Come quando ci imbattiamo nelle cosiddette “reazioni di Qi“che sono state molte, intense e frequenti in questo ritiro, in ragione della potenza di un campo di Qi legato ad un gruppo così numeroso di praticanti. Molti sono stati gli episodi di febbre alta, di tosse incoercibile , di dolori o rigonfiamenti improvvisi, di alterazione dell’alvo ( dalla diarrea ad una stipsi ostinata )…

Personalmente ho avuto un episodio acuto di diarrea con vomito ( non ascrivibile al cibo ), un rigonfiamento di un dito di una mano durato poche ore ( non ascrivibile a puntura di insetto ), un episodio brevissimo di emicrania ( nuova a questa esperienza non avendo mai mal di testa ) e una sensazione a tratti di leggerezza e di gioia diffusa : sì, esistono anche reazioni di Qi piacevoli, ma che rappresentano anch’esse una tappa importante del sistema energetico interno impegnato a ritrovare un equilibrio ad un livello più elevato.

Era dunque esperienza quotidiana incontrare qualcuno di noi un po’ malconcio che veniva salutato con allegria e complimentato per “ la bella reazione di Qi “ che stava vivendo !

Capite bene l’effetto tragicomico che questo aveva : sto malissimo e tutti si complimentano allegramente con me ?!

Anche questo è un interessante cambio di prospettiva in cui il disagio viene visto come positivo e foriero di un futuro buon raccolto., ed il portatore del disagio riceve complimenti ed incoraggiamenti che mirano a tenere duro e continuare a praticare dando un senso positivo alla temporanea perdita di equilibrio.

Posso davvero testimoniare che i momenti di allegria non sono mancati in questo ritiro, e devo dire che è stato magnifico vedere la trasformazione dei nostri seri e competenti insegnanti, in momenti di festa e di tempo libero, abbandonarsi ad una giocosità, ad un canto, ad una danza libera che contagiava anche i più riottosi.

Un invito che ho trovato molto interessante è stato quello di cogliere l’opportunità del ritiro per coltivare uno stato di Qi in tutta la giornata : quando cammini per andare al luogo di pratica, e ascolti internamente il tuo scivolare lungo il sentiero nell’aria fresca del mattino, quando mangi, e ascolti dentro i sapori del cibo, quando parli , e ti fai più consapevole del fluire delle parole e dell’energia che veicolano, così come delle parole in arrivo, e quando ti ascolti dentro nell’ affrontare un imprevisto, e naturalmente quando pratichi : allora puoi davvero fare il wall squatt in uno stato di grazia in cui è difficile danneggiare il corpo nonostante centinaia e centinaia di ripetizioni…

Il processo di guarigione implica l’abbandono di vecchie abitudini e la creazione di nuove come lasciare la mente libera mangiando, passeggiando, ascoltando la natura senza fare altro che quello che in quel momento si sta facendo.

Un invito che sembra molto semplice, ma appare ben più ostico se ci si impegna, come mi è capitato di fare, in una disanima onesta delle attività di una giornata e del modo in cui le si attraversa.

 

____________ Trasformarsi, profondamente…________________________________________

Teacher Lu ha più volte ricordato come un aspetto centrale di ogni processo di guarigione sia un profondo cambiamento della mente :

“ Ogni cellula, ogni organo, ogni funzione ascolta gli aspetti inconsci “.

Per guarire occorre ripetere molte volte il processo di invio di una buona informazione, ma occorre anche fissare ad un livello inconscio tale informazione, importando profondamente una immagine di salute, di buon funzionamento nell’organo o tessuto colpito. Pensarlo sano, andare anche nel mondo della natura a vedere con i propri sensi l’immagine di un midollo sano, ad esempio in un caso di leucemia riportato, e tenere nella mente quella informazione durante le pratiche di guarigione..

Ho trovato molto interessante questo lavoro di “trasformazione dell’inconscio” che viene considerato molto importante per la guarigione, e che viene sostenuto, anche, da un’esperienza concreta da parte del paziente : nel caso riportato dal Teacher Lu l’esperienza di procurarsi un osso, tagliarlo, e contemplare attentamente l’immagine del midollo sano, il suo colore, forma, consistenza e odore.

L’attenzione ai livelli inconsci è legata, anche, all’importanza di farsi consapevoli della persistenza a livelli profondi di elementi di paura (della ripresa della malattia ad esempio) che possono ostacolare la guarigione stessa.

“Il sistema endocrino ed immunologico ascoltano attentamente gli stati di paura della persona.”

“ Se la mente non cambia la malattia torna.”

Personalmente, ritengo che il sistema medico corrente tenda ad alimentare tale paura della malattia, inducendo un’atmosfera di all’erta a cui sono ispirati i vari “ controlli “ e “ check up “ e ho trovato radicalmente opposto l’approccio qui più volte ricordato e sistematicamente praticato di NON FOCALIZZARSI SULLA MALATTIA , di non pensarsi portatore di un problema “ speciale “, togliendo molto potere alla malattia stessa e ai suoi nomi, spesso molto minacciosi, ovvero portatori di una informazione di paura, appunto.

Un altro invito che ho molto apprezzato è stato quello di coltivare un atteggiamento fermo ma benevolo nei confronti di se stessi : se ricasco in un atteggiamento che vorrei cambiare non ha senso alcuno arrabbiarsi ( se non quello di nutrire “l’Ego” offeso di fronte a quello che vive come un fallimento ) : è meglio sorridere davanti ai propri punti deboli e portare avanti con tenacia il proprio impegno verso un cambiamento.

Per guarire occorre imparare a volersi bene veramente, senza indulgenza ma nutrendo e coltivando fiducia nel proprio sincero impegno.

In ogni pratica di guarigione, è fondamentale entrare in uno stato mentale “ speciale “, si tratta di una vera trasformazione dello stato della Coscienza, in cui la mente si svuota, cessa il pensiero logico, e si scivola sempre più in uno stato non fisico, uno stato di Qi di massima connessione con la HunyuanQi dell’Universo, uno stato in cui la mente può connettersi con una parte malata ( del proprio corpo o di un’altra persona ) e giungere ad “ entrare “ nei diversi strati del corpo, muovendo il Qi all’interno, rimuovendone i blocchi, trasformando il Qi dall’interno.

Abbiamo avuto modo, ogni giorno, di sperimentare delle sessioni di guarigione collettiva, condotte a turno dai vari Teachers, in cui si utilizza il campo di Qi come strumento di guarigione : personalmente non ho mai sperimentato delle sensazioni di Qi così potenti, come il fluire dell’energia in diverse parti del corpo, il senso di calore intenso in porte e punti critici, visualizzazioni interne della energia che si metteva in moto e apriva ad una visione diretta di una dimensione della realtà al di là dei nostri sensi comuni che lascia veramente stupiti e motivati nel proseguire nella pratica .

Porto con me soprattutto l’effetto generale della conduzione del campo di Qi da parte dell’insegnante : il corpo che fluttua in una bolla di Qi la cui densità diventa palpabile, le braccia che fluttuano come quando ci si trova a galleggiare nel mare, la percezione del corpo e delle distanza tra parti del corpo che cambia, una zona operata, che tende ad avere delle sensazioni diverse rispetto all’altro lato, che torna ad essere percepita in modo del tutto normale, la percezione di un mare interno di fluidi che scorrono sotto la pelle o più in profondità…esperienze che mi hanno fatto comprendere ogni giorno di più cosa è “ lo stato di Qi ” e come questo cambia il livello della pratica, di ogni pratica.

L’emissione di suoni curativi in gruppo è potenziata enormemente dal sentire la propria voce mescolarsi a quella degli altri : come Chong (pron Tooon = espansione ) Zhu ( pron dgiuuu = abbandono ) .

Espandersi ed abbandonarsi : due ingredienti fondamentali nell’aprirsi e consegnarsi alle forze curative dell’universo.

 

La scelta ______________________________________________

Al terzo giorno del ritiro, Teacher Wei ci ha invitati a fare una meditazione in cui guardare dentro di sé in modo chiaro e sincero per giungere alla scelta se far parte del gruppo degli “ healers “ ( = degli apprendisti guaritori ) o degli “ healing “ ( = dei pazienti ).

Personalmente, mi sono trovata a contemplare la parola “ guarire “ che nella lingua italiana ha un doppio possibile significato, quello di guarire qualcun altro ( verbo transitivo ) e quello di guarire se stessi ( verbo intransitivo ) e mi sono ritrovata pienamente a cavallo di questi due significati, senza necessità di dividerli, ma posta di fronte alla scelta nella partecipazione ad uno dei due gruppi, mi sono trovata a scegliere il gruppo dei guaritori, forse in ragione del mio essere un medico che molto ha imparato anche dalla propria esperienza di paziente.

Imparare a guarire me stessa trasforma il mio modo di guarire gli altri. Imparare a guarire gli altri è intimamente legato alle mie capacità di auto-guarigione.

Nell’osservare l’alzata di mani, alla fine della meditazione a cui eravamo stati invitati, ho molto apprezzato questo esempio di come affrontare una scelta in modo che sia onesta e sincera : siediti, datti del tempo, guardati dentro e vedi quello che alla fine prende forma.

Nel prosieguo del ritiro, questa divisione nei due gruppi non ha pesato in modo particolare, molte essendo state comunque le pratiche rivolte al gruppo nel suo insieme, oltre al fatto che nel gruppo dei guaritori apprendisti di cui ho fatto parte c’è stata una ulteriore divisione tra chi aveva già partecipato l’anno precedente e chi come me era alla prima esperienza.

Ringrazio in cuor mio i miei compagni di viaggio, con cui mi sono confrontata, divisi in piccoli gruppi, nel crescere dell’esperienza, ed è stato importante ospitare nuovi amici nella mia camera la sera per sperimentare vicendevolmente le pratiche di guarigione che venivano via via insegnate.

Un clima di apprendimento in piccoli gruppi che viene favorito e che personalmente trovo un’altra potente forza di guarigione : imparare insieme agli altri fa uscire dal rischio dell’isolamento che ogni malattia comporta, oltre che favorisce un reciproco aiuto che aumenta la fiducia e la stima di sé e degli altri.

Di nuovo, il pensiero va all’atmosfera di un ospedale, in cui il malato è oggetto di una vera mortificazione ed espropriazione di ogni sapere e gestione attiva del proprio stato di salute, e dove ogni acquisizione di conoscenza sulla malattia è vissuta con molta angoscia e non certo come un processo di apprendimento che accresce conoscenza e possibilità di trasformazione attiva del proprio stato di salute.

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Le tracce del Qigong nella letteratura: Guǎnzi Nèiyè 管子内业 (seconda parte)

Lun17Dic2018

Le tracce del Qigong nella letteratura: Guǎnzi Nèiyè 管子内业 (seconda parte)

 

Da Qìgōng sùyuán wénxiàn zhāilù 气功溯源文献摘录(Le tracce del Qigong nella letteratura) del 1988, del Dott. Pàng Míng庞明.

Traduzione di A. Carloni

Ripetiamo l’introduzione del Dott. Pàng Míng庞明  all’inizio di ogni nuovo articolo, a seguire i brani numerati.

Introduzione.

Il Qìgōng 气功 del nostro Paese ha una lunga storia, il cui punto d’inizio preciso resta ancora da scoprire. Dalle fonti letterarie possiamo evincere che il Qìgōng 气功era già praticato all’epoca degli Stati Combattenti1 e probabilmente anche prima. Questa disciplina permeava fin dall’inizio l’ambito medico, igienico, marziale ecc. e costituisce una vera e propria perla della cultura antica della nostra madrepatria. Nei vasti e voluminosi scritti delle antiche scuole filosofiche si ritrovano brillanti esposizioni riguardo al Qìgōng 气功 (anche se anticamente non aveva questo nome). Il linguaggio, tuttavia, non può esprimere pienamente tutti gli aspetti di questa pratica: perciò le metafore, spesso oscure e difficili da comprendere, sono numerosissime. Per uno studio approfondito del Qìgōng 气功, senza la presunzione di poter esaurire l’argomento, ho raccolto i passi dei testi antichi che fanno riferimento agli aspetti teorici, pratici e metodologici del Qìgōng 气功, alle capacità specifiche raggiunte attraverso l’esercizio e ai suoi legami con la medicina. Data la vastità dell’argomento si tratta di un lavoro senz’altro limitato, in cui è difficile evitare gli errori: spero che possa essere considerato uno spunto per ulteriori studi.

Guǎnzi Nèiyè 管子内业 (seconda parte)

Che significa essere liberi? La mente è presente, i sensi sono ben gestiti. Quando la mente è calma, i sensi sono calmi. E’ la mente a gestirli; E’ la mente a calmarli.

Nella mente è custodita un’altra mente, come conservata all’interno. Questa mente nella mente è una consapevolezza che precede le parole. Dalla consapevolezza nasce la forma; dalla forma nasce la parola. Dalla parola essa si compie; e dopo il compimento si crea l’ordine. Senza ordine inevitabilmente si ha il caos. Il caos coincide con la morte. Conservando l’essenza vitale essa si genera spontaneamente, mentre la calma si espande all’esterno. Custodita all’interno come sorgente originaria. Simile a un flusso costante armonizza e bilancia, è la fonte profonda del soffio vitale. Se la fonte non è secca, i quattro arti sono solidi. Quando la sorgente non è prosciugata, il soffio vitale circola liberamente attraverso i nove orifizi. Allora puoi arrivare al limite di cielo e terra, coprire i quattro mari. L’interno libero da pensieri confusi, nessuna calamità all’esterno. La mente integra all’interno, il corpo integro all’esterno, nessuna sciagura dal cielo, nessun danno dagli esseri umani, questa è la condizione del Saggio. Nella persona allineata e calma, la pelle è liscia e distesa, la vista e l’udito sono acuti, i muscoli sono flessibili e le ossa forti.

Può sostenere il grande cerchio2, e percorrere con sicurezza il grande quadrato3. Riflette le cose in modo estremamente puro, e le percepisce con somma chiarezza. Avere rispettosa coscienza senza vacillare, rinnova il Dé ogni giorno. Porta a comprendere a fondo tutto sotto il cielo, fino al limite delle quattro direzioni. Emanare riverentemente la pienezza, questo è il conseguimento interiore.

Concentrare il soffio vitale e spirituale, permette di contenere le diecimila cose. Se si è in grado di concentrarsi e fondersi nell’unità è possibile conoscere la buona e la cattiva sorte, senza ricorrere alla divinazione. Se si è capaci di fermarsi e cedere si riesce a non cercare negli altri, e tuttavia a trovare in sé stessi. Riflettere ripetutamente su questo conduce a una comprensione superficiale, incompleta. La mente spirituale lo coglie interamente, non per la potenza degli spiriti, ma grazie al massimo raffinamento del soffio vitale. I quattro arti sono allineati, il sangue e il soffio calmi, la mente concentrata e compatta, occhi e orecchie non ricevono stimoli eccessivi. Anche ciò che è più lontano è come se fosse vicino. La riflessione profonda genera la conoscenza.

2Il cielo. 3 La terra.

Le tracce del Qigong nella letteratura (1)

Sab17Nov2018

Le tracce del Qigong nella letteratura (1)

Introduciamo una nuova serie di articoli tratti da un testo pubblicato nel 1988: Qìgōng sùyuán wénxiàn zhāilù 气功溯源文献摘录 (Le tracce del Qigong nella letteratura), del Dott. Pàng Míng庞明.

Traduzione di A. Carloni

 

Introduzione

Il Qìgōng 气功del nostro Paese ha una lunga storia, il cui punto d’inizio preciso resta ancora da scoprire. Dalle fonti letterarie possiamo evincere che il Qìgōng 气功era già praticato all’epoca degli Stati Combattenti1 e probabilmente anche prima. Questa disciplina permeava fin dall’inizio l’ambito medico, igienico, marziale ecc. e costituisce una vera e propria perla della cultura antica della nostra madrepatria. Nei vasti e voluminosi scritti delle antiche scuole filosofiche si ritrovano brillanti esposizioni riguardo al Qìgōng 气功(anche se anticamente non aveva questo nome). Il linguaggio, tuttavia, non può esprimere pienamente tutti gli aspetti di questa pratica: perciò le metafore, spesso oscure e difficili da comprendere, sono numerosissime. Per uno studio approfondito del Qìgōng 气功, senza la presunzione di poter esaurire l’argomento, ho raccolto i passi dei testi antichi che fanno riferimento agli aspetti teorici, pratici e metodologici del Qìgōng 气功, alle capacità specifiche raggiunte attraverso l’esercizio e ai suoi legami con la medicina. Data la vastità dell’argomento si tratta di un lavoro senz’altro limitato, in cui è difficile evitare gli errori: spero che possa essere considerato uno spunto per ulteriori studi.

1 475-221 a.e.v.

Guǎnzi Nèiyè 管子内业 (Il lavoro interno, Guanzi - prima parte)

Tutte le forme della mente sono naturalmente permeate e ricolme di essa, e da essa nascono e crescono. Dolore, felicità, gioia, rabbia, desiderio e ricerca del profitto ne causano ineluttabilmente la dispersione. Se si è capaci di lasciar andare dolore, felicità, gioia, rabbia, desiderio e ricerca del profitto, ecco che la mente torna all’equilibrio. La mente beneficia della calma, e da essa ottiene la pace. Non disturbarla, non confonderla e l’armonia si svilupperà spontaneamente. Chiara come se fosse al tuo fianco.Vaga come se fosse irraggiungibile. Indiscernibile come se si trovasse oltre l’illimitato. La prova di ciò non è lontana; ogni giorno utilizziamo il Dé .

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Zhineng Qigong in Cina (III parte)

Gio15Nov2018

Zhineng Qigong in Cina (III parte)

tetti e tempio dOro

“Happy time” al Zhi Neng Qi Gong Teacher Training Retreat, Qingcheng Mountains, Cina 2018

di Claudia Romano

La scoperta della risata come mezzo per rilassarsi e aprire il cuore e la mente.

In un corso finalizzato alla crescita spirituale mi aspettavo tanta serietà. Mi aspettavo lunghe ore di concentrazione, forse con la fronte corrugata in uno sforzo di comprensione. Questa serietà sarebbe stata l’espressione esterna del mio modo di imparare, del mio modo di stare al mondo. Quale sorpresa quando, in uno dei primissimi giorni, il maestro Xi ci ha accolti con una musica moderna ad alto volume e ci ha detto di ballare. Ci siamo così divertiti! Lo sbalordimento generale è stato seguito da un’adesione immediata all’ordine ricevuto: ci siamo messi a ballare come bambini ad una festa, senza badare a tecniche e neppure al tanto temuto giudizio degli altri. Il maestro dava l’esempio, saltellando e agitandosi con gioiosa semplicità.

Ballare in gruppo non sempre è semplice, subentra spesso un’irrazionale vergogna, il confronto con chi si muove a ritmo e fluidamente… ma qui la complicità fra i membri del gruppo era tangibile e ognuno si è lasciato andare a ciò che sentiva, permettendo al corpo di farsi trasportare dai suoni e, connettendosi alla gioia di tutti gli altri, lasciando affiorare un sorriso spontaneo, che spesso traboccava in risate sonore, riscoprendo un divertimento antico e sopito nella serietà dell’età adulta, carica di tutte le sue responsabilità e preoccupazioni.

“Happy time” è stato battezzato dal maestro Xi e così lo abbiamo sempre chiamato. Il momento più atteso della giornata, la pratica più agognata! Non mi è stato subito chiaro lo scopo di queste apparenti distrazioni. Poi i maestri ce lo hanno spiegato esplicitamente: quando si è immersi in pratiche che portano a interiorizzare, è molto utile prevedere momenti di risate e leggerezza collettiva. In questi momenti si ride e ci si rilassa, col rilassamento la mente allenta il controllo, il cuore si apre alla connessione con gli altri e gli insegnamenti ricevuti sedimentano.

Col maestro Lu abbiamo danzato dopo aver creato il campo di qi, come fosse la pratica della lezione. E’ stato incredibile aprire lo spazio interiore affinché la musica lo guidasse a muoversi. I movimenti erano sinuosi e rotondi, avvenivano nel suono e appena mi fermavo a pensare, uscivo da questa magia; un piacere integrale permeava mente e corpo.

I maestri ci lasciavano a bocca aperta per il loro modo sinuoso di ballare: qigong con musica, piume svolazzanti a ritmo, break-dance senza “break” ma dove ogni movimento scivolava nel successivo in un flusso ininterrotto ed estremamente bello.

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